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Rai, dopo Fazio anche Amadeus va a Discovery: perchè tutti lasciano il servizio pubblico televisivo?

Com’è cambiata la RAI con Giorgia Meloni

Inutile negare che dopo l’elezione di Giorgia Meloni la RAI è cambiata. Sono cambiati i protagonisti ed è cambiato anche il modus operandi. Non a caso, lo scorso 12 aprile l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della RAI, ha diramato un comunicato contro il regolamento sulla par condicio per le europee dell’8 e 9 giugno approvato dalla maggioranza di governo in Commissione di vigilanza. Nel comunicato, l’Usigrai sottolinea come il servizio pubblico televisivo stia diventando “megafono del governo”. Il comunicato è stato letto in diretta durante le principali edizioni del telegiornale. (Continua…)

Giorgia Meloni

Il caso Scurati

E come se non bastasse, ad alimentare una situazione già di per sè infuocata, è arrivato il caso Scurati. Il monologo antifascista sul 25 aprile dello scrittore è stato cancellato. Una chiara scelta politica visto che tale monologo è stato definito anche “anti-Meloni”. Il sindacato dei giornalisti è intervenuto nuovamente, dichiarando: “La RAI silenzia Antonio Scurati nel programma di Serena Bortone. Cancellato il contratto dello scrittore che era previsto nella puntata di “Che sarà” su RAI 3 con un monologo sul 25 aprile. In assenza di chiaramenti sul perchè della cancellazione dell’intervento dello scrittore in trasmissione, chiarimenti che nemmeno la conduttrice del programma riesce ad avere, non possiamo che registrare l’ennesimo segnale di una RAI dove si contrasta ogni espressione culturale sgradita a chi governa”. (Continua…)

I motivi dietro l’addio

E allora perché Fazio prima, Amadeus dopo e molti altri durante stanno lasciando la RAI? Le premesse lasciano intendere che in RAI da un po’ di tempo si respira una “brutta aria”. Lo stesso Fazio, durante la puntata di ieri sera di “Che tempo che fa”, ha dichiarato: “Come voi sapete sin dal primo giorno, nonostante io e Luciana siamo stati ritenuti incompatibili, io faccio il tifo per la RAI, perché è anche mia, è di tutti noi. Per questo spero con tutto il cuore in un futuro diverso dal clima di queste ore, perché c’è la possibilità di crearlo”. Nel frattempo, però, i vertici di viale Mazzini stanno già programmando la RAI che sarà. Il servizio pubblico televisivo diventerà veramente il “megafono” del governo?

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