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“Ho dato una mano a…”. Sempio rompe il silenzio a Quarto Grado

Rapporti personali e reazioni al “bombardamento mediatico”

Nell’intervista, Sempio ha fatto riferimento anche ai rapporti personali e in particolare all’amico Marco, legato alla famiglia Poggi. Sul tema di eventuali dubbi nei suoi confronti, ha dichiarato: “Pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male. Io però non lo credo. Non credo che loro abbiano avuto dei dubbi, nonostante tutto il bombardamento mediatico che c’è stato”.

Ha inoltre sottolineato un approccio di rispetto verso il lavoro degli inquirenti e della magistratura: “Per ora non posso dire di essere una vittima, perché se ci sono dei sospetti, è giusto che la legge faccia il suo lavoro, è giusto che ci sia l’indagine. Non sono contento di questa situazione, ma non posso neanche dire ‘magistrati cattivi’ che se la prendono con me. Giusto che facciano il loro lavoro”.

Intercettazioni e percezione pubblica: le parole di Sempio

Sempio ha riconosciuto che in passato alcune circostanze avrebbero potuto incidere sull’immagine pubblica della sua persona, affermando: “L’ho già detto una marea di volte in passato. Lo so che gli ho dato una mano a sembrare un tipo strano, già quando erano uscite delle intercettazioni nelle precedenti indagini. È sempre la solita cosa che si ripete. Già un’idea di massima, in generale, da quello che è uscito, me la sono fatta. Quando avrò proprio in mano tutto, secondo me sarà spiegabile”.

In conclusione, ha descritto l’impatto personale della fase investigativa e delle attività di ascolto, dichiarando: “Ovviamente sono intercettazioni fatte nel momento in cui ero indagato. Facile indovinare che cosa avessi in testa in quel momento. Ovviamente i pensieri girano attorno a quell’argomento, come da un anno e mezzo. È un anno e mezzo che dico che io mi sveglio e penso solo a questa storia”.

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