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“Minc***”. Giletti è una furia e perde le staffe in diretta: mai visto così

L’intercettazione presentata nel programma

La vicenda si inserisce nel contesto delle nuove attività investigative relative all’omicidio di Chiara Poggi. Andrea Sempio è indicato nel testo come considerato dalla Procura di Pavia responsabile del delitto, mentre gli accertamenti e il confronto giudiziario restano al centro dell’attenzione mediatica.

Nel corso della trasmissione, Giletti ha proposto un’intercettazione definita inedita, nella quale Sempio parla di Silvio Sapone. Il passaggio ascoltato in studio ha attirato l’attenzione per il contenuto del riferimento a un possibile sistema di favori e pagamenti, un tema che viene ora posto in relazione con altri elementi già noti della vicenda.

«Questo Sapone mi ha chiamato una volta perché, a quanto mi hanno detto, c’era anche un sistema in cui loro cercavano di prendere le persone che erano sottoposte a indagine e… se mi dai i soldi ti aiuto».

Le parole riportate nell’audio descrivono quanto Sempio afferma di avere appreso. Proprio per questo, la conversazione viene trattata come un elemento da valutare nel suo contesto, senza che il solo contenuto dell’intercettazione possa definire automaticamente responsabilità o circostanze ulteriori rispetto a quelle oggetto delle indagini.

Il passaggio sul presunto “sistema” ha comunque aperto un nuovo fronte di discussione pubblica. In trasmissione è stato messo in evidenza il collegamento temporale e tematico con l’appunto sequestrato, anche se i due elementi restano distinti per origine, contenuto e persone coinvolte.

L’appunto trovato nella casa della famiglia Sempio

Il foglietto attribuito al padre di Andrea Sempio reca le parole: «Venditti GIP archivia x 20. 30. €». Si tratta di una formula sintetica, la cui interpretazione ha generato letture diverse. La questione non riguarda soltanto il contenuto materiale della nota, ma anche chi l’abbia scritta e a quale situazione concreta facesse riferimento.

Andrea Sempio aveva già parlato dell’annotazione nel novembre dello scorso anno, nel corso di un’intervista con Bruno Vespa. In quella occasione aveva fornito una spiegazione prudente, collegando il foglio a possibili costi sostenuti per ottenere documenti relativi all’archiviazione.

«Era un appunto che si era preso mio padre, penso fosse legato a quanto costasse ritirare le carte dell’archiviazione. Anche perché, cosa che non è passata sui media, in casa mia hanno trovato un appunto dove mio padre aveva segnato tutte le spese espresse in migliaia di euro».

Quella dichiarazione è tornata al centro del dibattito perché formulata come una valutazione personale. Sempio ha utilizzato l’espressione “penso”, senza sostenere di conoscere con certezza il motivo per cui il padre avesse scritto l’appunto. Un dettaglio che la difesa considera rilevante per inquadrare correttamente le parole dell’indagato.

Secondo quanto ricostruito durante la puntata, il padre di Sempio avrebbe invece parlato, in sede di interrogatorio alla fine di settembre, di soldi destinati agli avvocati. È il confronto tra questa versione e la precedente ipotesi avanzata dal figlio ad avere provocato il momento di maggiore tensione in studio.

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