
Una critica arrivata da una voce che, nel dibattito politico televisivo, viene abitualmente associata a posizioni molto severe nei confronti del governo. È questo l’elemento che rende particolarmente significativo il giudizio espresso da Lilli Gruber sul centrosinistra, alla vigilia di una stagione elettorale che si annuncia combattuta. La conduttrice di Otto e mezzo, rispondendo a un lettore sulle pagine di Sette, ha puntato l’attenzione sulle difficoltà dell’opposizione e, in particolare, sul rapporto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.
Nel ragionamento della giornalista emerge soprattutto una domanda: il centrosinistra sta davvero costruendo un’alternativa al governo oppure sta dedicando troppe energie alla propria organizzazione interna? Secondo Gruber, negli ultimi mesi il confronto avrebbe finito per concentrarsi soprattutto su primarie, candidature e leadership, lasciando sullo sfondo la definizione di una proposta politica riconoscibile.
La critica di Lilli Gruber al centrosinistra
Il giudizio più netto riguarda proprio il modo in cui le forze progressiste hanno affrontato l’estate. Secondo Lilli Gruber, il dibattito sarebbe stato dominato da questioni interne: primarie aperte o chiuse, voto online oppure nei gazebo, possibilità di un terzo candidato, individuazione di un nome esterno ai partiti e criteri per stabilire chi dovrebbe guidare una futura coalizione.
Una discussione che, nella lettura della giornalista, rischia di trasformarsi in una «partita ombelicale», concentrata più sulle ambizioni dei protagonisti che sulla costruzione di un progetto alternativo.
Il problema non sarebbe quindi soltanto quello di stabilire chi debba guidare il centrosinistra, ma capire quale direzione politica dovrebbe prendere una coalizione composta da sensibilità differenti. Il confronto sulla leadership, se non accompagnato da un programma condiviso, rischierebbe di diventare un esercizio fine a se stesso.
La questione riguarda direttamente Schlein e Conte, ma anche le altre componenti che dovrebbero contribuire alla costruzione dell’alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni.
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