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Paola Caruso: “Mio figlio non cammina più a causa di una puntura sbagliata”

Il racconto commovente di Paola Caruso, ospite di Verissimo, descrive la tragedia che ha colpito il suo figlio Michelino a causa di un incidente e di una presunta negligenza sanitaria in Egitto. Con parole forti, Paola esprime il suo dolore come madre, e afferma che non desidera che altri debbano affrontare la stessa sofferenza. Nel corso della sua intervista, Paola spiega che il suo bambino sta attualmente sottoponendosi a cure continue in ospedale per una grave malattia. Paola sottolinea l’importanza del suo ruolo di madre, e confessa che suo figlio rappresenta la sua vita intera. Nonostante i rapporti attualmente interrotti con il padre, Francesco Caserta, Paola afferma che stanno affrontando insieme questa ulteriore sfida che il destino ha riservato loro.

Paola Caruso, cos’è successo in Egitto

A novembre, la showgirl Paola Caruso, ex Bonas di “Avanti un altro”, ha deciso di trascorrere le vacanze in Egitto insieme al figlio, alla tata ed altri accompagnatori. Tuttavia, una volta giunta sul posto, il cambio di temperatura ha causato al bambino una febbre persistente. Nonostante l’utilizzo di antipiretici, la febbre non è diminuita, e così la seconda giornata Paola si è preoccupata. Un medico è stato chiamato in camera d’albergo, e grazie a un traduttore, ha proposto di somministrare delle punture al bambino. Inizialmente scettica, Paola ha deciso di affidarsi al medico.

Queste le parole di Paola: “Non l’avessi mai fatto. Facendogli questa puntura sulla natica infatti, questo dottore non si sa che cosa gli ha iniettato. Il bambino ha gridato come mai aveva urlato nella sua vita. Dopo mezz’ora misuriamo la febbre, ma la febbre non scende. Gli dico di avvicinarsi a me, lui si alza dal letto e cade a terra. Non sentiva più la gamba, non la muoveva. Sono impazzita, mi si è spento il cervello. Da quel giorno la nostra vita è cambiata totalmente”.

Paola Caruso, il racconto sul figlio a Verissimo

Da quella terribile data del 21 novembre, Paola e suo figlio si recano ogni giorno in ospedale. Adesso è in grado di camminare con l’aiuto di un tutore, ma senza di esso non è in grado di farlo. I medici italiani affermano che il recupero sarà molto lungo e che il caso di suo figlio è unico in Italia, poiché l’uso di quel farmaco iniettabile è vietato. Pertanto, anche i medici non sanno cosa accadrà in futuro.

La sofferenza di Paola è immensa, soprattutto perché la tragedia colpisce proprio nel momento in cui lei e suo figlio avevano finalmente trovato un equilibrio nonostante l’assenza del padre del bambino: “Michelino aveva tre anni ed era finalmente sereno. Ma adesso ha paura di tutto, vede gli ospedali e piange. La notte si sveglia e fa incubi pensando che non riuscirà a camminare. Facciamo terapia ogni giorno a Milano, perché l’unico per fare in modo che migliori da solo è la fisioterapia. Lui ci deve mettere tanto del suo, lui si sveglia la mattina e sa che dovrà lavorare per dover camminare”.

Paola è impegnata in azioni giudiziarie contro l’ex compagno, ma al momento tutto ciò che desidera è che suo figlio guarisca. La madre adottiva del bambino soffre di Alzheimer e il padre del piccolo si è fatto vivo solo per due telefonate a novembre, per poi sparire di nuovo.

Il rapporto tra Paola e l’ex compagno è sempre stato difficile, conclusosi praticamente alla nascita del bambino. Durante la gravidanza, Paola l’aveva accusato di aver fatto una fuga dalle proprie responsabilità, ma lui aveva risposto di aver solo messo fine a una relazione in cui aveva sempre provveduto alle esigenze di Paola, ma che era naufragata a causa di incompatibilità caratteriali insanabili. Questa distanza persiste ancora oggi. Paola è supportata in questa battaglia solo da alcune amiche.

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