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“Arrestato”. Sara morta durante l’addio al nubilato a Mykonos, la notizia dopo l’incidente fatale

Doveva essere uno dei momenti più felici della sua vita, una parentesi di spensieratezza da condividere con le amiche più care prima del grande giorno. Invece quel viaggio organizzato per festeggiare l’addio al nubilato si è trasformato in una tragedia che ha sconvolto due Paesi e lasciato nel dolore una famiglia, una comunità e decine di colleghi che oggi faticano ancora a credere a quanto accaduto. La notizia della morte della futura sposa ha rapidamente fatto il giro dell’Aretino, suscitando un’ondata di commozione. In queste ore continuano ad arrivare messaggi di cordoglio da parte di amici, conoscenti e colleghi che la ricordano come una persona solare, competente e sempre disponibile.

C’è chi parla di “uno splendido sorriso” e chi la descrive come “una professionista stimata e apprezzata”, parole che restituiscono il ritratto di una donna molto amata da chi ha avuto la fortuna di conoscerla. La vittima è Sara Ceccantini, 39 anni, madre di una bambina di tre anni e mezzo, originaria della provincia di Arezzo e residente ad Agazzi. Sabato 20 giugno avrebbe dovuto pronunciare il fatidico sì accanto al compagno Luca, durante una cerimonia prevista a Civitella in Valdichiana. Quel progetto di vita, atteso da tempo, si è però spezzato improvvisamente a centinaia di chilometri da casa.

Morta a Mykonos, com’è morta davvero Sara Ceccantini

La sua storia personale era fatta di impegno, studio e determinazione. Dopo il diploma conseguito all’istituto tecnico Buonarroti di Arezzo, aveva intrapreso un brillante percorso universitario. Nel 2008 aveva ottenuto una laurea in Economia all’Università di Siena, mentre quattro anni più tardi aveva raggiunto un secondo importante traguardo con la laurea magistrale in Governo e Controllo Aziendale, conseguita con il massimo dei voti.

Terminati gli studi, Sara aveva iniziato a costruire la propria carriera professionale attraverso stage ed esperienze in diverse aziende, fino all’approdo nel Gruppo Prada, nella sede del Valdarno. Qui lavorava da circa tredici anni ed era diventata un punto di riferimento per molti colleghi. Il dolore per la sua scomparsa è stato così forte che l’azienda, in accordo con il patron Patrizio Bertelli, ha deciso di chiudere anticipatamente lo stabilimento in segno di rispetto e lutto.

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