
Si tratta della traccia di scarpa a pallini dell’aggressore individuata sul pavimento della villetta e identificata “in marca Frau (codice 27U1) di taglia 42” come riporta la sentenza nei confronti di Alberto Stasi. Un numero che Sempio ha sempre sostenuto non essere il suo, precisando di avere un 44. La consulenza della Procura, firmata dall’antropologa forense Cristina Cattaneo, sostiene invece che la misura del piede dell’indagato sia compatibile con quelle calzature, dopo aver effettuato misurazioni antropometriche e scansioni 3D il 24 e 25 ottobre 2025. Gli investigatori hanno tuttavia precisato che non sono note le calzature in possesso dell’indagato al 13 agosto del 2007, così come la scarpa non fu mai trovata in possesso di Stasi.
La perizia della difesa e le misure fisiche
La strategia dei legali dell’indagato punta ora a smontare la tesi dell’accusa attraverso dati numerici ritenuti incontrovertibili e prove pratiche documentate. Dopo la chiusura delle indagini lo scorso 7 maggio, la difesa ha depositato diverse consulenze: “Il piede di Andrea Sempio, misurato in fase di consulenza tecnica della Procura, presenta una larghezza minima di almeno 11,5 cm. Si rappresenta che la misura effettuata mediante scansione del corpo ad alta risoluzione ha determinato una larghezza di centimetri 12,0”.
La conclusione degli esperti di parte è netta: “in conclusione, la larghezza del piede dell’indagato è fisicamente impossibile da contenere in una scarpa la cui suola e la cui dima interna sono progettate per ospitare piante dei piedi di larghezza significativamente inferiore, pari a un maximum di 9,2 centimetri”. Il test visivo mostra l’indagato mentre prova una calzatura marca Frau 42, evidenziando come l’estremità non entri nel modello. Tutto dovrà essere accertato durante un eventuale processo, con la Procura che entro fine settembre formulerà probabilmente la richiesta di rinvio a giudizio.