Le poche eccezioni tra i veterani e i confermati
Nonostante la volontà di operare un taglio netto, ci saranno dei piccoli ponti di collegamento tra la vecchia e la nuova guardia. Baldini sembra intenzionato a confermare solo quegli elementi che, pur avendo partecipato alle recenti gare della Nazionale A, mantengono per età o caratteristiche un legame stretto con il progetto giovanile. Tra i pochi superstiti della trasferta bosniaca spicca il nome di Palestra, uno dei pochi a mostrare segnali di vitalità nel momento buio, insieme a giovani già integrati come Pisilli e Pio Esposito. A completare lo scheletro della squadra ci saranno pilastri della difesa e del centrocampo del futuro come Carnesecchi, Scalvini e Coppola. Questi profili rappresentano l’anello di congiunzione necessario per garantire un minimo di stabilità strutturale a una formazione che altrimenti rischierebbe di mancare di punti di riferimento nei momenti critici delle partite.
Nuovi volti per il rilancio azzurro
Le amichevoli contro Grecia e Lussemburgo diventeranno dunque una vetrina imperdibile per una lunga lista di promesse che finora hanno brillato solo nelle selezioni giovanili o nei rispettivi club. Sarà finalmente l’occasione per vedere all’opera con la maglia azzurra della Nazionale maggiore profili come Kayode, Bartesaghi, Comuzzo e Ndour. La lista dei possibili convocati si allunga con nomi interessanti quali Lipani, Ekhator, Koleosho, Ahanor e Faticanti. La sfida di Baldini consiste nel trasformare questo insieme di talenti individuali in un collettivo coeso in pochissimo tempo. Il debutto ufficiale del tecnico, dopo questo primo assaggio di giugno, avverrà poi a settembre in Nations League, dove il ritmo si farà serratissimo con quattro incontri ravvicinati che definiranno ulteriormente il volto della nuova Italia. Il cammino verso il 2030 inizia ufficialmente ora, passando per una rifondazione che non ammette nostalgie.