Una giornata d’estate può sembrare uguale a tutte le altre: un messaggio veloce, la voglia di staccare, l’idea di qualche ora di pace vicino all’acqua. Poi però arriva quel dettaglio che stona, una chiamata che squilla a vuoto, e l’ansia prende il posto della leggerezza. Quando qualcuno sparisce così, senza spiegazioni, i minuti diventano interminabili.
E ogni cosa che prima era normale inizia a pesare: l’ultima frase detta, l’ultima destinazione annunciata, quel “ci vediamo dopo” che resta sospeso. È in questo clima che, sul lago di Garda, è arrivata una notizia capace di gelare tutti. Nella tarda mattinata di domenica 28 giugno, intorno alle 12.30, alcuni bagnanti hanno notato un corpo in acqua e hanno dato subito l’allarme. La scena, in un luogo frequentatissimo proprio in queste settimane, ha spezzato di colpo la tranquillità di chi era lì per godersi il sole.
Il ritrovamento è avvenuto nel lago di Garda, in località Punta San Vigilio, nel comune veronese di Garda. La vittima è una donna di circa 30 anni, di origine moldava. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per recuperare la salma, insieme ai carabinieri della Compagnia di Peschiera e della stazione di Bardolino, alla polizia locale e al personale del 118. Nonostante la rapidità dei soccorsi, per la giovane non c’è stato nulla da fare.

Con il passare delle ore, la ricostruzione degli ultimi movimenti è diventata centrale. Secondo quanto emerso, la donna viveva con la madre nella Bassa Veronese ed era seguita da tempo da uno specialista per problemi di salute. Alla famiglia avrebbe detto che il sabato avrebbe trascorso qualche ora al lago con un’amica. Ma la mattina successiva, quando la madre ha provato a contattarla, la ragazza non ha più risposto al telefono. Un silenzio che ha fatto crescere la preoccupazione minuto dopo minuto.
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