
Una nuova notte di attacchi e dichiarazioni incrociate riporta il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele al centro dell’attenzione internazionale. Giovedì 30 luglio, le forze americane hanno annunciato una vasta operazione contro obiettivi militari iraniani, mentre anche l’Arabia Saudita risulterebbe coinvolta nei raid condotti contro milizie filo-iraniane in Iraq.
Il quadro, al momento, resta segnato da informazioni provenienti dalle autorità coinvolte e dai media locali, con accertamenti ancora in corso sulle conseguenze degli attacchi. Il Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti, parla di decine di strutture colpite in Iran e presenta l’operazione come una risposta a un tentativo di attacco missilistico contro le forze americane dispiegate in Medio Oriente.
Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Fars, i bombardamenti avrebbero provocato anche vittime civili sull’isola di Qeshm, nel sud del Paese. La notizia è stata diffusa nelle prime ore della giornata e si inserisce in una sequenza di raid che avrebbe interessato più aree del territorio iraniano, compresa la città di Abadan.
L’escalation arriva in una fase di forte instabilità regionale, nella quale ogni comunicazione ufficiale viene seguita con particolare attenzione. Washington sostiene di aver agito dopo avere intercettato missili balistici iraniani diretti verso basi statunitensi; Teheran, attraverso le proprie fonti di informazione, riferisce invece delle conseguenze dei bombardamenti e delle operazioni di soccorso.