Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Anche loro in guerra”. L’attacco improvviso e l’annuncio, precipita tutto

Le notizie da Qeshm e Abadan

I media di Stato iraniani hanno segnalato raid sull’isola di Qeshm e nella città meridionale di Abadan. L’agenzia Irna ha riferito dell’intervento dei soccorritori tra le macerie di un edificio a Qeshm, dove due persone sarebbero rimaste intrappolate. Le condizioni delle persone coinvolte non sono state precisate.

Fars ha inoltre comunicato che, nel quartiere di Chah Tangu, una casa sarebbe stata colpita da un bombardamento americano. Secondo l’agenzia, nell’attacco avrebbero perso la vita tre componenti della stessa famiglia: il padre, la madre e un figlio di due anni. Altri due bambini, di 7 e 9 anni, sarebbero stati feriti e trasportati in ospedale.

Queste informazioni provengono da fonti iraniane e non risultano accompagnate, al momento, da un riscontro indipendente diffuso dalle autorità statunitensi. Resta quindi alta l’attenzione sul numero delle vittime, sui danni alle aree civili e sulle verifiche che potrebbero emergere nelle prossime ore.

La presenza di segnalazioni relative sia a infrastrutture militari sia a edifici residenziali mostra quanto il quadro sia delicato. Mentre proseguono gli accertamenti, la priorità dei soccorritori nelle aree colpite sarebbe quella di raggiungere eventuali persone ancora sotto le macerie e assistere i feriti.

Raid in Iraq e il ruolo dell’Arabia Saudita

Parallelamente agli attacchi in Iran, le Forze di mobilitazione popolare irachene hanno dichiarato che almeno 20 combattenti di gruppi paramilitari filo-iraniani sarebbero stati uccisi in raid attribuiti a Stati Uniti e Arabia Saudita. Si tratterebbe della prima partecipazione saudita indicata nel contesto di questa operazione.

Secondo quanto riferito dalle milizie irachene, l’azione sarebbe stata avviata in seguito agli attacchi degli Houthi contro infrastrutture energetiche saudite. La presidenza irachena ha condannato i bombardamenti, parlando di una «palese violazione della sovranità» del Paese. Anche in questo caso, le informazioni disponibili restano legate alle dichiarazioni delle parti coinvolte.

Il coinvolgimento saudita, se confermato nei termini descritti, aggiunge un ulteriore elemento a una crisi già estesa su più fronti. Le operazioni in Iran e Iraq vengono infatti riferite nello stesso arco temporale, in un contesto nel quale le alleanze regionali e la sicurezza delle infrastrutture energetiche assumono un peso rilevante.

Donald Trump in un contesto legato alla crisi in Iran

Trump e l’incontro alla Casa Bianca

Nelle ore in cui sarebbero iniziate le operazioni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato una dichiarazione riportata da Bloomberg: «Finiremo l’Iran molto presto». La frase è stata pronunciata durante un collegamento con i sostenitori del presidente americano.

Axios ha inoltre riferito di un incontro alla Casa Bianca tra Trump e il ministro della Difesa dell’Arabia Saudita. Secondo il sito, il rappresentante saudita avrebbe consegnato un messaggio del principe ereditario Mohammed bin Salman, dedicato alla guerra con l’Iran e alla crescente instabilità nell’area.

Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sul contenuto del messaggio né sugli eventuali impegni maturati durante il colloquio. La sequenza di dichiarazioni, raid e contatti diplomatici evidenzia però una fase ancora aperta, nella quale gli aggiornamenti delle autorità americane, iraniane, irachene e saudite saranno decisivi per chiarire l’evoluzione della crisi.

Pagine: 1 2 3
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure