
Prosegue l’inchiesta sulle morti avvelenate avvenute in Molise. Nell’ambito degli accertamenti disposti dagli investigatori, è stato sequestrato il telefono di Alice, figlia maggiore di Antonella Di Ielsi, per eseguire accertamenti irripetibili. L’attività mira a verificare eventuali elementi utili all’indagine attraverso l’analisi di dati e contenuti digitali.
Il procedimento, che ha avuto un forte impatto sulla comunità di Pietracatella, riguarda la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, per le quali gli esami hanno indicato una contaminazione da ricina, sostanza classificata come altamente tossica. Il fascicolo, al momento, risulta aperto contro ignoti.

Sequestro del cellulare di Alice: cosa prevede l’atto di indagine
Il sequestro del dispositivo riportato Fanpage rientra in una fase tecnica considerata delicata, perché consente di acquisire e cristallizzare informazioni che potrebbero non essere ripetibili nel tempo. L’obiettivo è procedere con verifiche su contenuti come conversazioni, ricerche online, email e profili social, nel rispetto delle procedure previste per questo tipo di attività.
Secondo quanto emerso, l’analisi del telefono dovrebbe iniziare il 28 aprile. Gli inquirenti intendono ricostruire eventuali contatti, movimenti e attività digitali che possano contribuire a chiarire il contesto in cui si sono verificati i decessi.

Accertamenti sulla ricina: focus su ricerche e contatti
Tra i punti di interesse dell’esame figurano eventuali ricerche riconducibili alla ricina o a modalità di utilizzo e somministrazione. In questo genere di indagini, le informazioni informatiche non sostituiscono gli accertamenti tradizionali, ma possono integrarli, offrendo riscontri e cronologie utili alla ricostruzione dei fatti.
Gli investigatori puntano a identificare eventuali anomalie, coincidenze o sequenze di azioni che possano assumere rilievo, anche in assenza di una prova diretta immediatamente disponibile.
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