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“Scatta il sequestro”. Avvelenate con la ricina, colpo di scena sulla figlia Alice

Il nodo principale: come è stata somministrata la ricina

Resta centrale la questione della dinamica: come è stata somministrata la ricina. È l’aspetto che, allo stato, mantiene aperte diverse ipotesi investigative. Le verifiche continuano su possibili veicoli di contaminazione, come alimenti, bevande o oggetti entrati in contatto con la sostanza.

In assenza di una ricostruzione completa, il quadro probatorio viene aggiornato attraverso accertamenti progressivi, con l’obiettivo di definire una sequenza coerente degli eventi e di individuare eventuali responsabilità.

Fascicolo contro ignoti e prossimi passi dell’inchiesta

Il fascicolo risulta ancora iscritto contro ignoti. Il sequestro del telefono rappresenta un passaggio investigativo orientato all’acquisizione di ulteriori elementi, senza implicare automaticamente valutazioni di responsabilità personali.

L’avvocato Facciolla ha dichiarato all’Adnkronos: “Alice ha consegnato il suo telefono volontariamente e senza alcun problema, lei nell’inchiesta sui medici è parte offesa e, siccome durante la fase del ricovero della madre e della sorella, era il punto di collegamento tra familiari e sanitari, probabilmente gli inquirenti vorranno acquisire ogni informazione utile alle loro indagini”.

Nel frattempo, l’indagine prosegue con l’attenzione concentrata sui riscontri tecnici e sulle verifiche necessarie a chiarire le circostanze delle morti avvelenate e il ruolo della ricina nella vicenda.

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