
Una corsa contro il tempo, i ricoveri, il peggioramento improvviso e infine la morte. Il caso della bambina di quattro anni morta a Palermo il 20 agosto 2026 continua a scuotere la città e ora trova un primo, rilevante riscontro negli accertamenti medico-legali: l’autopsia ha confermato che il decesso è stato provocato dalle gravissime complicanze di una infezione da difterite.
La piccola viveva nel quartiere Zen di Palermo e, secondo quanto emerso nell’inchiesta, non era stata vaccinata contro la malattia. La Procura ha aperto un fascicolo per ricostruire ogni passaggio della vicenda, dalle scelte legate alla profilassi vaccinale fino alle cure ricevute nei giorni precedenti al decesso.

Autopsia, confermata l’infezione da difterite
L’esame autoptico ha chiarito il quadro clinico che aveva portato al drammatico epilogo. I consulenti hanno rilevato gli effetti dell’infezione diffusa provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, già individuato sui campioni biologici raccolti prima della morte e successivamente isolato dall’Istituto Superiore di Sanità.
La difterite può colpire le vie respiratorie e, nei casi più severi, provocare conseguenze sistemiche dovute alla tossina prodotta dal batterio. Nel caso della bambina, l’infezione avrebbe compromesso progressivamente le funzioni vitali, fino a determinare complicanze che non è stato possibile arrestare nonostante gli interventi messi in campo dai sanitari.