Al centro c’è Alessandro De Giuseppe, inviato de Le Iene che da tempo si occupa del caso. Tra il 2022 e il 2023 De Giuseppe aveva avuto alcuni incontri con Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, durante i quali la donna aveva raccontato anche la vicenda dello scontrino del parcheggio di Vigevano conservato dal figlio. Quelle conversazioni sono successivamente entrate nel materiale preso in esame dagli investigatori.


Caso #Garlasco, Alessandro De Giuseppe: “Stefania Cappa è dentro fino al collo, sa tutto”.#Quartogrado pic.twitter.com/2iDaPU6yoj
— Quarto Grado (@QuartoGrado) September 4, 2026
Ed è in una conversazione con la madre di Sempio che De Giuseppe pronuncia parole molto pesanti riferendosi alla cugina della vittima: “Partiamo da un presupposto, Stefania Cappa sa. C’è dentro fino al collo”. Una frase che va letta per quello che è: un’affermazione pronunciata da De Giuseppe nel corso di una conversazione e non un’accusa formulata dagli investigatori nei confronti di Cappa.
Il passaggio acquista ulteriore significato alla luce di un’altra registrazione emersa nelle ultime settimane. In una telefonata del gennaio 2026 De Giuseppe espone infatti una propria ricostruzione del delitto di Chiara Poggi, sostenendo che Stefania Cappa sarebbe stata la prima a entrare nella villetta. Nella stessa ricostruzione compare anche Michele Bertani, amico d’infanzia di Andrea Sempio morto nel 2016.
De Giuseppe arriva a ipotizzare una sequenza precisa degli ingressi nella casa e parla anche di un successivo arrivo della madre delle gemelle Cappa. Si tratta, tuttavia, di una teoria personale raccontata durante una telefonata e non di una dinamica accertata giudiziariamente. Un confine fondamentale, soprattutto considerando che Stefania Cappa non è mai stata indagata per l’omicidio di Chiara Poggi.
Il quadro emerso a Quarto Grado mostra così quanto il caso Garlasco continui a muoversi su più livelli. Da una parte c’è l’inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio, dall’altra riemergono registrazioni e ricostruzioni maturate negli anni. E mentre si avvicina la chiusura delle indagini, proprio queste conversazioni rischiano di alimentare un nuovo capitolo del caso che, a diciannove anni dall’omicidio, continua a riservare elementi controversi.