
C’è un fenomeno climatico che gli scienziati stanno osservando con crescente attenzione e che potrebbe influenzare il meteo di gran parte del pianeta nei prossimi mesi. Si chiama Super El Niño e, se le proiezioni saranno confermate, potrebbe contribuire a rendere il 2027 l’anno più caldo mai registrato a livello globale.
Ma cosa significa davvero Super El Niño? Dobbiamo aspettarci un caldo senza precedenti anche in Italia oppure il rischio riguarda soprattutto altri continenti? E quanto sono affidabili le previsioni che parlano di un evento storico?
I principali centri climatici internazionali stanno monitorando l’evoluzione di questo fenomeno naturale, destinato a raggiungere il suo picco tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Vediamo nel dettaglio cosa dicono gli esperti.

Super El Niño: cos’è il fenomeno che preoccupa gli esperti
Il Super El Niño è il nome con cui vengono comunemente descritti gli episodi più intensi di El Niño, il fenomeno climatico legato al ciclo naturale ENSO (El Niño-Southern Oscillation). Alla base c’è un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centro-orientale, provocato dall’indebolimento o dall’inversione degli alisei, i venti che normalmente spingono le acque calde verso ovest.
Quando questi venti perdono forza, enormi masse d’acqua calda si spostano verso est e modificano la circolazione atmosferica su scala globale. Il termine “Super El Niño” non rappresenta una classificazione ufficiale utilizzata da enti come NOAA o dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale, ma viene impiegato per indicare eventi eccezionalmente potenti come quelli del 1982-83, 1997-98 e 2015-16.
Secondo le rilevazioni più recenti riportate da Leggo, l’indice della principale area di monitoraggio del Pacifico ha raggiunto circa 2,6°C a metà agosto, mentre il picco sarebbe atteso tra novembre e dicembre 2026. Le proiezioni stimano una probabilità compresa tra il 69% e oltre il 90% che l’autunno-inverno 2026-2027 possa essere caratterizzato da un episodio di intensità storica.

Caldo record: perché il 2027 è considerato l’anno più a rischio
L’aspetto che maggiormente preoccupa i climatologi riguarda il ritardo con cui El Niño influenza le temperature globali. Il massimo riscaldamento dell’atmosfera, infatti, tende a manifestarsi nell’anno successivo al picco oceanico: l’oceano accumula energia e la rilascia progressivamente verso l’atmosfera.
È proprio per questo motivo che diversi enti scientifici, tra cui il Met Office britannico, ritengono molto probabile che il 2027 possa superare il 2024 come anno più caldo mai registrato. Come riporta Leggo, il climatologo Zeke Hausfather ha stimato intorno al 95% la probabilità che questo scenario si realizzi, anticipando di oltre un decennio livelli di riscaldamento che le precedenti proiezioni collocavano più avanti nel tempo.
Il rischio, però, non riguarda soltanto il caldo. Un sistema climatico già riscaldato dalle emissioni di origine antropica diventa più vulnerabile agli effetti di un potente El Niño, trasformando un fenomeno naturale in un vero e proprio acceleratore degli eventi estremi.
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