Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Caso ricina, arriva la svolta: chi sono i nuovi interrogati

Gli investigatori hanno ascoltato circa 200 persone

In otto mesi gli investigatori avrebbero ascoltato circa 200 persone tra parenti, conoscenti e altri soggetti potenzialmente in grado di fornire informazioni utili alla ricostruzione della vicenda.

Un numero molto elevato di testimonianze che, con il passare del tempo, sembra però lasciare spazio a un campo di interesse più ristretto. Le ultime convocazioni avrebbero infatti riportato l’attenzione degli inquirenti soprattutto sulla cerchia di conoscenze della famiglia e sui rapporti personali tra alcune delle persone coinvolte.

È proprio questo uno degli aspetti che potrebbe assumere maggiore importanza nella nuova fase dell’indagine.

Spuntano anche possibili tensioni sentimentali

Tra gli elementi che gli investigatori starebbero approfondendo ci sarebbero anche eventuali tensioni di carattere sentimentale. I rapporti tra la docente e Antonella Di Ielsi, secondo una fonte giornalistica locale citata nella ricostruzione, non sarebbero stati particolarmente sereni.

Si tratta tuttavia di una pista investigativa ancora da verificare. Non esiste, al momento, una conclusione che permetta di collegare queste eventuali tensioni alla morte della donna e della figlia.

Anche per questo gli inquirenti starebbero cercando riscontri concreti nelle testimonianze e negli elementi raccolti durante gli ultimi mesi.

Il nodo resta quello della ricina

Al centro dell’intera vicenda rimane però soprattutto l’aspetto scientifico. Gli investigatori attendono infatti ulteriori accertamenti affidati agli specialisti del Koch-Institut di Berlino, chiamati a verificare l’eventuale presenza di tracce di ricina non soltanto negli alimenti e nelle bevande, ma anche su vestiti, mobili e altri oggetti presenti nell’abitazione di Pietracatella.

Saranno proprio gli eventuali risultati di queste analisi a poter fornire elementi decisivi per capire se l’ipotesi dell’intossicazione possa essere confermata scientificamente e, soprattutto, in quali circostanze la sostanza sarebbe entrata in contatto con le vittime.

Al momento, secondo la ricostruzione riportata, non risultano persone formalmente iscritte nel registro degli indagati. Le nuove convocazioni e il confronto in Questura rappresentano quindi un ulteriore sviluppo investigativo, ma non possono essere interpretati come la prova di una responsabilità.

Il caso della ricina resta dunque aperto. Da una parte ci sono le nuove testimonianze e l’attenzione sempre più concentrata sui rapporti personali; dall’altra ci sono gli accertamenti scientifici che potrebbero confermare o smentire alcune delle ipotesi emerse nel corso degli otto mesi di indagini. La possibile svolta, per ora, passa proprio da questi due elementi.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure