Gli esami su Gianni e Alice Di Vita al Robert Koch Institute
Un altro punto essenziale dell’inchiesta riguarda i campioni di sangue prelevati a Gianni e Alice Di Vita e trasferiti in Germania. Gli accertamenti presso il Robert Koch Institute di Berlino sono finalizzati a comprendere se entrambi possano essere entrati in contatto con la ricina, un elemento che potrebbe contribuire a definire il quadro complessivo della vicenda.
Sui primi riscontri circolati nelle scorse settimane è intervenuta la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, invitando a non attribuire valore definitivo a informazioni non formalizzate. «Circolano due notizie da rettificare. Non c’è, allo stato, alcuna comunicazione su alimenti vettore positivo alla ricina. Non c’è, inoltre, comunicazione scritta circa la positività anticorpale alla ricina per Gianni e Alice Di Vita», ha precisato.
Il coinvolgimento dell’istituto tedesco è legato alla natura degli esami richiesti, che consentono valutazioni approfondite anche quando l’eventuale esposizione risale a mesi precedenti. Le analisi vengono svolte nel quadro di una collaborazione tra esperti italiani e tedeschi, chiamati a rispondere a quesiti tecnici specifici posti dalla Procura.
«Il quesito nel merito è stato posto al team tossicologico italo-tedesco. L’esame è particolarmente impegnativo e le risposte attese sono due», ha spiegato ancora la procuratrice. Le conclusioni ufficiali degli specialisti saranno dunque determinanti per valutare la presenza di eventuali segnali compatibili con un contatto con la tossina.
Le condizioni di Gianni Di Vita e il ricovero a Roma
Gli esami assumono rilievo anche alla luce di quanto avvenuto nelle ore in cui Antonella Di Ielsi e Sara peggioravano. In quel periodo Gianni Di Vita aveva accusato dei malori ed era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma. La circostanza aveva inizialmente portato a considerare un possibile suo coinvolgimento nell’episodio di avvelenamento.
Proprio per questo, gli accertamenti sul suo sangue e su quello di Alice Di Vita vengono considerati un passaggio importante. La verifica non riguarda soltanto l’eventuale contatto con la ricina, ma si inserisce nella più ampia necessità di ricostruire in modo lineare la sequenza degli eventi e le condizioni delle persone presenti nell’ambiente familiare.
Le autorità mantengono una linea di estrema cautela. In assenza di comunicazioni scritte sui risultati, non è possibile stabilire se i test possano confermare o escludere l’esposizione dei due familiari. Ogni dato dovrà essere valutato insieme agli accertamenti sanitari, alle testimonianze e al materiale che sarà estratto dai dispositivi sequestrati.
Alice Di Vita ascoltata di nuovo, indagini ancora aperte
Nel frattempo la Squadra mobile di Campobasso continua l’attività di acquisizione delle informazioni. Anche durante Ferragosto sarebbero state sentite persone informate sui fatti, comprese alcune non ancora convocate fino a quel momento. L’obiettivo resta quello di raccogliere ogni elemento utile senza trascurare passaggi che potrebbero chiarire il contesto della tragedia.
Tra le persone ascoltate nuovamente figura anche Alice Di Vita. La sua audizione rientra nel lavoro di approfondimento condotto dalla Procura, che procede a verifiche successive sulle dichiarazioni e sui dati emersi nel corso dei mesi. Gli investigatori stanno ricostruendo le fasi precedenti alla morte di Antonella e Sara, con particolare attenzione alla possibile origine della ricina.
«Le indagini continuano con acquisizioni di informazioni da parte delle persone informate sui fatti», ha sottolineato la procuratrice Antonelli, precisando che, nel filone relativo all’origine dell’avvelenamento, allo stato non risultano persone indagate.
Il caso di Pietracatella resta quindi aperto su entrambi i piani: da una parte il procedimento relativo alle presunte responsabilità mediche, dall’altra la ricerca della provenienza della sostanza tossica. I risultati delle analisi di Berlino e l’esame dei dispositivi digitali potrebbero fornire nuovi elementi, mentre la Procura proseguirà gli accertamenti fino a quando non sarà possibile definire con maggiore precisione quanto accaduto.