
Una decisione che riguarda direttamente la scuola e la sua organizzazione futura sta scuotendo il Paese: il Governo è intervenuto per evitare ritardi nella programmazione e tutelare l’attuazione delle riforme legate ai fondi europei. Tuttavia, la decisione ha mosso le opposizioni, che hanno criticato fortemente il ricorso al commissariamento giudicandolo un atto di forzatura nei confronti delle autonomie regionali. Ma cosa potrebbe succedere ora?

Quattro regioni commissariate dal Governo: il motivo
Il Consiglio dei ministri ha approvato il commissariamento di quattro regioni italiane, ritenute inadempienti rispetto all’adozione dei nuovi piani di dimensionamento scolastico previsti per il prossimo anno scolastico. Il provvedimento interviene su un tassello considerato strategico nell’attuazione del Pnrr nel settore dell’istruzione.
Secondo quanto illustrato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la scelta dell’esecutivo nasce dall’esigenza di assicurare il rispetto degli obblighi assunti dall’Italia con l’Unione europea e di garantire la piena operatività delle scuole alla ripresa delle attività didattiche. La mancata approvazione dei piani regionali avrebbe potuto generare ritardi organizzativi e amministrativi.

Scuola, cosa cambia dopo il via libera del Ministero
Nel comunicare il via libera al commissariamento, Valditara ha sottolineato che «Si tratta di un provvedimento necessario perché il mancato rispetto di questo adempimento mette a rischio le risorse già erogate e compromette l’adeguamento della rete scolastica alla popolazione studentesca». Il riferimento è ai finanziamenti connessi alle riforme richieste nell’ambito del Pnrr scuola.
La nota tecnica del Ministero ribadisce che l’obiettivo del dimensionamento scolastico è quello di armonizzare il numero delle istituzioni autonome con l’andamento demografico, evitando sovrapposizioni, duplicazioni di strutture e squilibri nella gestione amministrativa. Il ridisegno della rete dovrebbe tenere conto sia del calo degli alunni in molte aree del Paese sia della necessità di garantire un uso efficiente delle risorse disponibili. Ma quali sono le regioni interessate e cosa succederà ora?
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