
La cronologia degli ultimi 54 minuti
Secondo gli atti raccolti nell’ambito delle indagini, la prima chiamata al 112 risale alle 11.59 e 26 secondi. La segnalazione riguardava un uomo in forte agitazione nella zona delle autorimesse del Pilastro. L’invio dell’ambulanza sarebbe avvenuto alle 12.17, mentre il decesso è stato constatato alle 12.53 da un medico del 118.
Tra la prima richiesta di aiuto e la dichiarazione di morte si colloca dunque un arco temporale che sarà analizzato in ogni suo passaggio. In vicende di questo tipo, la successione esatta degli interventi, le comunicazioni tra le centrali operative e le condizioni della persona soccorsa sono elementi essenziali per ricostruire quanto avvenuto.
Il personale della Croce Rossa presente sul posto ha effettuato tentativi di rianimazione. Gli accertamenti dovranno chiarire quando il quadro clinico di Fakir si sia aggravato, quali manovre siano state eseguite e in quale momento sia stata ritenuta necessaria la presenza di un mezzo sanitario con medico a bordo.
La Procura potrà inoltre confrontare gli orari riportati nei verbali con le registrazioni delle telefonate di emergenza e con le immagini disponibili. Un lavoro tecnico che punta a delimitare con precisione ogni fase dell’intervento, senza affidarsi a ricostruzioni parziali o a singoli racconti.
L’allarme dei residenti e l’arrivo della polizia
A richiedere l’intervento delle forze dell’ordine sarebbero stati alcuni residenti del quartiere. Secondo quanto riferito nella ricostruzione finora emersa, Fakir si trovava al Pilastro per andare a trovare dei parenti quando avrebbe iniziato a gridare e a rivolgersi in modo aggressivo a una persona che stava parcheggiando la propria auto in un garage.
Nella chiamata al 112, resa nota dal Tg1, un passante segnala un uomo che urla, colpisce i basculanti delle autorimesse e pronuncia frasi con cui afferma di avere bisogno di aiuto, sostenendo che qualcuno voglia ucciderlo. Il testimone avrebbe anche fornito una descrizione dell’abbigliamento e spiegato che l’uomo, dopo essersi agitato, si era seduto su una scalinata.
In base agli elementi raccolti, sul posto sono poi intervenuti due agenti di polizia. La situazione sarebbe stata rappresentata ai sanitari come riconducibile a una possibile crisi psichiatrica, circostanza che rientra tra i temi che gli inquirenti dovranno valutare attraverso i documenti di servizio e le comunicazioni effettuate durante l’emergenza.
La qualificazione iniziale dell’intervento è un aspetto rilevante perché incide sulle modalità con cui vengono attivati i soccorsi. Le verifiche dovranno accertare quali informazioni fossero disponibili alla centrale operativa nei diversi momenti e se il livello di urgenza attribuito alla chiamata sia cambiato con il progredire della situazione.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva