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“Cos’è successo davvero”. Fakir morto a Bologna, la scoperta soltanto ora

Il video acquisito e le ulteriori riprese

Tra i principali materiali esaminati dalla Procura figura un filmato lungo 5 minuti e 20 secondi, realizzato da un residente dall’alto di un edificio. Il video è stato successivamente diffuso sui social network e ripreso dagli organi di informazione, diventando uno dei documenti centrali per la ricostruzione visiva degli ultimi istanti.

Nelle immagini si vede Fakir a terra, immobilizzato in posizione prona, mentre due agenti lo bloccano. A un certo punto il 42enne smette di gridare e di chiedere aiuto, rimanendo immobile. In seguito, secondo quanto mostrato nel filmato, gli vengono assicurati anche i piedi mediante fascette.

La lettura di queste sequenze non sarà affidata esclusivamente alle immagini rese pubbliche. Gli investigatori acquisiranno anche i filmati della bodycam in dotazione a uno degli agenti intervenuti, oltre ad altre registrazioni effettuate con telefoni cellulari dalle persone presenti nell’area.

Intervento delle forze dell'ordine nel quartiere Pilastro di Bologna

Il nodo dell’assistenza sanitaria

Un altro fronte dell’inchiesta riguarda la gestione dei soccorsi. Nel video acquisito dagli investigatori sono visibili quattro volontari della Croce Rossa. Secondo quanto spiegato dalla stessa organizzazione, il loro intervento immediato sarebbe stato condizionato dalle procedure operative, che prevedono l’attesa del via libera delle forze dell’ordine in presenza di una situazione non ancora messa in sicurezza.

Le verifiche dovranno stabilire in quale contesto si trovassero i sanitari, quali indicazioni avessero ricevuto e quando sia stato possibile avvicinarsi a Fakir. Si tratta di passaggi che verranno valutati alla luce dei protocolli applicabili e delle condizioni concrete riscontrate sul posto.

L’ambulanza inviata inizialmente non disponeva di un medico a bordo. In assenza di tale figura, non sarebbe stato possibile procedere con l’eventuale somministrazione di farmaci. Per questa ragione, alle 12.36 sarebbe stata richiesta un’automedica, partita dall’ospedale Maggiore alle 12.42.

L’intervento era stato classificato in un primo momento come codice verde, con il conseguente invio di un equipaggio di volontari. Quando il medico è giunto nella zona, il quadro clinico del 42enne era ormai gravemente compromesso e, poco dopo, è stata constatata la morte. Anche la scelta del mezzo sanitario inviato sarà quindi oggetto di approfondimento.

Testimoni e accertamenti della Procura

Gli inquirenti dovranno ascoltare numerose persone che hanno assistito, direttamente o indirettamente, alle fasi dell’intervento. Tra queste figura anche un giovane che compare nel video e che, secondo alcune testimonianze raccolte nel quartiere, avrebbe contribuito a bloccare Fakir insieme agli agenti.

Alcuni residenti hanno riferito che il giovane, indicato da abitanti della zona come una persona originaria dell’ex Jugoslavia e residente nel quartiere, potrebbe essere stato invitato dallo stesso personale di polizia a prestare assistenza. La sua posizione e il suo ruolo concreto saranno chiariti nel corso degli interrogatori e attraverso l’analisi delle registrazioni disponibili.

Le dichiarazioni dei testimoni saranno valutate con cautela e messe a confronto con i dati oggettivi: video, tracciati delle chiamate, comunicazioni radio, documentazione sanitaria e risultati degli esami disposti dall’autorità giudiziaria. L’obiettivo è verificare le diverse versioni dei fatti senza anticipare valutazioni che spettano all’inchiesta.

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