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“L’ho vista bruciare”. Crans-Montana, il fidanzato di Eleonora rompe il silenzio

Panoramica di Crans-Montana, località dove è avvenuto l'incendio nel locale Le Constellation

“L’ho vista bruciare”. Crans-Montana, il fidanzato di Eleonora rompe il silenzio – La notte di Capodanno a Crans-Montana, nelle Alpi svizzere, doveva essere un momento di festa per Eleonora, 29 anni, il suo fidanzato Filippo, 24 anni, e un gruppo di amici. I festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno si sono invece trasformati in pochi istanti in un drammatico episodio, quando un violento incendio ha coinvolto il locale «Le Constellation», lasciando la giovane in condizioni critiche. Trasportata inizialmente all’ospedale di Sion, Eleonora è stata poi trasferita nel pomeriggio del 1° gennaio al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento per la cura dei grandi ustionati.

“L’ho vista bruciare”. Crans-Montana, il fidanzato di Eleonora rompe il silenzio

Al suo fianco, senza mai allontanarsi, ci sono i genitori e il fidanzato, ancora profondamente scosso per quanto accaduto. È proprio Filippo a ricostruire, con lucidità alternata allo shock, le fasi di quella serata iniziata con musica, conto alla rovescia e folla in festa, e conclusa in un clima di paura, fumo e sirene di ambulanza. Il suo racconto, scandito da ricordi precisi e immagini difficili da dimenticare, restituisce la dimensione umana di una tragedia che ha colpito decine di giovani presenti nel locale.

Secondo quanto emerso, la coppia aveva deciso di trascorrere il Capodanno a Crans-Montana insieme a un gruppo di amici, come fanno molti ragazzi italiani che scelgono la località svizzera per le piste da sci e la vita notturna. Nulla lasciava presagire ciò che sarebbe successo di lì a poco. Le prime ore della serata scorrono normalmente: musica, brindisi, il freddo dell’alta quota compensato dal calore della folla radunata nella piazza principale. Solo più tardi, con il senno di poi, alcuni dettagli che potevano sembrare irrilevanti assumono un peso diverso. Tra questi, come ricorda Filippo, la decisione del dj di prolungare di alcuni minuti i festeggiamenti in piazza, uno spostamento di tempi che potrebbe aver fatto la differenza per molte persone in fila davanti al locale.

Incendio di Capodanno al bar-discoteca Le Constellation di Crans-Montana
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La serata di festa nella piazza di Crans-Montana

Filippo ricorda con precisione la prima parte della serata, quando tutto sembrava procedere come una normale notte di Capodanno in montagna. “La sera del 31 dicembre a Crans Montana c’eravamo io, la mia ragazza, Eleonora, e alcuni amici. Abbiamo festeggiato con il conto alla rovescia nella piazza principale di Crans-Montana, doveva durare fino all’una ma il dj ha deciso di prolungare un quarto d’ora in più, il che, a posteriori, è stata la nostra fortuna”, dice Filippo. Le sue parole sottolineano come quel semplice quarto d’ora in più, con musica e countdown ripetuti, abbia ritardato l’arrivo del gruppo all’ingresso del locale.

Conclusi i festeggiamenti in piazza, il gruppo decide di spostarsi verso Le Constellation, uno dei locali notturni più frequentati della zona. “All’1:15 abbiamo lasciato la piazza per continuare i festeggiamenti nel locale Le Constellation. Abbiamo parcheggiato e ci siamo messi in coda, c’era un bel po’ di gente”. Davanti all’ingresso, racconta Filippo, si era già formata una fila numerosa di giovani che attendevano di entrare per continuare la notte di festa al chiuso. La situazione appariva del tutto ordinaria: in fila, tra commenti e risate, si attendeva il proprio turno, mentre la musica del locale filtrava all’esterno. Nessuno, né tra il personale né tra i presenti, lasciava intuitivamente presagire un pericolo imminente. L’atmosfera era quella tipica di un Capodanno in una località turistica, con ragazzi stranieri, gruppi di amici, coppie, tutti concentrati solamente sul proseguire i festeggiamenti. È a questo punto che, secondo la ricostruzione di Filippo, il clima cambia improvvisamente. Una giovane proveniente dall’interno del locale si avvicina ai buttafuori, pronuncia poche parole e, da quel momento, l’ordine della fila si trasforma nel caos.

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