
C’è una porta che, almeno per ora, resterà chiusa. È quella di via del Ciclamino, l’indirizzo diventato simbolo di uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni. Dopo l’assoluzione di Louis Dassilva per l’omicidio di Pierina Paganelli, la vita del 36enne e della moglie Valeria Bartolucci sembra ripartire lontano da quel complesso residenziale di Rimini che ha fatto da sfondo a sospetti, tensioni e rapporti ormai irrimediabilmente compromessi. Tra appartamenti che si affacciano sugli stessi pianerottoli e vicende personali finite al centro dell’attenzione mediatica nazionale, il quartiere prova a tornare alla normalità. Ma le ferite lasciate dalla vicenda appaiono ancora profonde.

Louis Dassilva, la scelta di non tornare in via del Ciclamino
La prima notte trascorsa insieme dopo l’assoluzione ha rappresentato per Louis Dassilva e Valeria Bartolucci un momento atteso da tempo. Come riporta Il Messaggero, la coppia ha soggiornato in una location protetta a Rimini, lontano dai riflettori e soprattutto da quel contesto che negli ultimi anni ha segnato profondamente la loro esistenza.
A raccontare il significato di quel momento è stata la stessa Bartolucci: «Questa notte ho dormito le due ore più belle degli ultimi anni. Louis non metterà mai più piede in via del Ciclamino». Una decisione condivisa anche dai legali del 36enne, che hanno spiegato come «Per lui non è salutare tornare là».
L’abitazione in cui la coppia viveva è oggi in vendita e il progetto è quello di ricominciare altrove, lontano da un luogo che per quasi tre anni è stato associato a un’inchiesta giudiziaria e a un intenso clamore mediatico.

Via del Ciclamino, il quartiere che ha ospitato tutti i protagonisti
Nel Villaggio San Martino, alla periferia di Rimini, si è consumata gran parte della vicenda che ha coinvolto i protagonisti del caso Pierina Paganelli. Come racconta Il Messaggero, via del Ciclamino era molto più di un semplice indirizzo: era il luogo in cui vivevano fianco a fianco tutte le persone finite al centro della storia.
Un complesso residenziale immerso nella campagna romagnola, composto da condomini dove tutti si conoscevano e dove molti residenti appartenevano alla comunità dei Testimoni di Geova, come la stessa Pierina Paganelli e i suoi familiari.
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