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“Dieci ore sotto torchio”. Mamma e figlia avvelenate, clamorosa svolta: la soffiata dalla questura

Accertamenti investigativi sulla provenienza della ricina e sui reperti sequestrati

Il caso della madre e figlia morte avvelenate continua a essere al centro di una ricostruzione investigativa complessa. Le due vittime, decedute in ambito domestico in un arco di tempo ravvicinato, sono risultate uccise da avvelenamento da ricina, una sostanza altamente tossica. L’inchiesta procede per chiarire tempi, modalità e responsabilità, mentre restano aperti diversi punti dell’accaduto.

Gli accertamenti si stanno concentrando sulla provenienza della sostanza e sui contatti e sulle dinamiche familiari dei giorni precedenti. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione ogni passaggio utile a definire un quadro lineare e documentato dei fatti.

Ricina: sostanza letale al centro dell'inchiesta su madre e figlia morte avvelenate

Gianni Di Vita e la figlia Alice, indicati come i due superstiti del nucleo familiare, sono stati sentiti negli uffici della Questura di Campobasso. L’audizione si è svolta come persone informate sui fatti, senza la presenza di avvocati, ed è durata complessivamente oltre dieci ore.

Secondo quanto riferito, l’ascolto è iniziato intorno alle 10 del mattino e si è concluso in tarda serata. Le dichiarazioni rese dai due sarebbero risultate tra loro coerenti, ma gli inquirenti avrebbero ritenuto necessari ulteriori approfondimenti.

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