Il dolore per la perdita del figlio
Alla base della decisione di Wendy Duffy ci sarebbe stato un dolore mai superato legato alla morte del figlio Marcus, avvenuta quattro anni prima. Il giovane era deceduto in seguito a un episodio di soffocamento, che aveva provocato conseguenze irreversibili dopo giorni di ricovero ospedaliero. Da quel momento, secondo il racconto della donna, la sua vita era cambiata radicalmente, fino a diventare un’esistenza percepita come “insostenibile”. Un lutto che aveva segnato profondamente il suo equilibrio psicologico.
Nel corso del tempo, la donna aveva tentato diversi percorsi di cura, inclusi supporto psichiatrico, terapie farmacologiche e assistenza sanitaria pubblica. Nonostante ciò, aveva dichiarato di non aver trovato benefici concreti nei trattamenti ricevuti, descrivendo la propria condizione come una continua sofferenza emotiva. Anche un precedente ricovero dopo un tentativo di suicidio aveva evidenziato la fragilità del suo stato psicologico. Alla fine, la decisione di ricorrere al suicidio assistito in Svizzera è diventata per lei l’unica strada percorribile per mettere fine al proprio dolore.