
È morto ad Avigliano, in provincia di Potenza, Vitantonio Lovallo, conosciuto da tutti come “Zitòn”, che con i suoi 112 anni era l’uomo più anziano d’Italia. Viveva a Sarnelli, piccola frazione della cittadina lucana, e aveva festeggiato l’ultimo compleanno il 25 marzo 2026, circondato dall’affetto della famiglia e della comunità.
Con la sua scomparsa se ne va un uomo che aveva attraversato più di un secolo di storia italiana, dalla vita contadina nella Basilicata dei primi decenni del Novecento alla Seconda guerra mondiale, dalla prigionia nei campi tedeschi fino agli ultimi anni trascorsi ancora profondamente legato alla sua terra. Il sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca, lo ha ricordato come “una memoria viva e preziosa della nostra comunità”.
Nato nel 1914 e registrato tre giorni dopo
Vitantonio Lovallo era nato il 25 marzo 1914, anche se all’anagrafe la nascita venne registrata soltanto il 28 marzo. All’epoca la famiglia viveva in una zona rurale e raggiungere gli uffici comunali richiedeva tempo e spostamenti difficili, spesso a dorso di mulo.
La sua infanzia fu quella di moltissime famiglie contadine del Sud Italia nei primi decenni del Novecento. La casa era semplice, il lavoro cominciava presto e la quotidianità ruotava attorno alla terra e agli animali. Lovallo iniziò a lavorare ancora giovanissimo, prima come pastore e contadino, poi come mulattiere.
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