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El Niño stravolge l’autunno e l’inverno: le previsioni per l’Italia

L’autunno potrebbe essere più piovoso

Uno dei segnali evidenziati dalle analisi riguarda l’autunno. Nella fase di crescita del fenomeno, il Mediterraneo occidentale tende storicamente a registrare una maggiore quantità di precipitazioni rispetto alla media.

Questo potrebbe aumentare il rischio di episodi di maltempo soprattutto sulle aree occidentali dell’Italia e, in particolare, lungo il versante tirrenico, dove potrebbero verificarsi anche fenomeni più intensi. Si tratta comunque di una tendenza climatica e non della certezza che determinate regioni saranno colpite da specifici eventi.

Inverno: più mite, ma il freddo non è escluso

Lo scenario per l’inverno appare ancora più complesso. Le teleconnessioni associate a El Niño potrebbero favorire temperature mediamente più miti sull’Europa e rendere meno frequenti le irruzioni fredde dirette verso il Mediterraneo.

La situazione potrebbe però cambiare nella parte finale dell’inverno. Tra gennaio e marzo, il segnale maggiormente associato a El Niño riguarda infatti la possibilità di un indebolimento della Nao, l’Oscillazione Nord Atlantica, con una maggiore probabilità di valori negativi. Una configurazione di questo tipo potrebbe favorire fasi di maltempo più marcato proprio nella seconda parte della stagione.

Dove potrebbe arrivare il freddo

Anche la posizione delle perturbazioni avrebbe un ruolo fondamentale. Se il flusso atlantico dovesse scendere di latitudine e le perturbazioni riuscissero a entrare dal Mediterraneo occidentale, le regioni occidentali italiane sarebbero maggiormente esposte alle precipitazioni.

Quando invece l’aria fredda dovesse raggiungere la Penisola dalla cosiddetta “Porta della Bora”, le zone maggiormente interessate potrebbero essere quelle del medio e basso Adriatico. In uno scenario favorevole, il freddo potrebbe coinvolgere Marche, Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale, con la possibilità di neve anche a quote basse.

A determinare l’effettiva evoluzione dell’inverno sarà soprattutto il comportamento del vortice polare. Un El Niño particolarmente intenso può aumentare la probabilità di importanti modifiche nella circolazione atmosferica su vasta scala, ma non basta da solo a stabilire dove e quando arriveranno le masse d’aria fredda.

Proprio per questo eventuali irruzioni fredde potrebbero interessare anche aree come Spagna, Italia e Grecia, coinvolgendo potenzialmente diverse zone della Penisola, dal Nord al Sud e alle Isole maggiori.

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La previsione di Giuliacci

Sul prossimo inverno si è espresso anche il colonnello Mario Giuliacci, che per il 2026-2027 prospetta una prima parte relativamente tranquilla. Novembre e dicembre potrebbero infatti essere caratterizzati da poche precipitazioni e da un numero contenuto di nevicate.

Il quadro potrebbe cambiare con l’arrivo del nuovo anno. Secondo la tendenza indicata da Giuliacci, gennaio e febbraio potrebbero risultare molto più movimentati, con la possibilità di irruzioni di aria fredda e nevicate significative.

Le previsioni stagionali devono essere interpretate con cautela. Non esiste infatti un meccanismo automatico per cui un El Niño intenso significhi necessariamente più freddo o più neve in Italia. Perché una vera ondata di gelo raggiunga la Penisola devono coincidere precise configurazioni atmosferiche, legate alla posizione delle alte e delle basse pressioni tra Atlantico, Europa e regioni artiche.

Per capire quale di questi scenari prenderà realmente forma sarà quindi necessario seguire i prossimi aggiornamenti dei modelli stagionali, che potranno delineare progressivamente con maggiore precisione l’evoluzione dell’autunno e dell’inverno 2026-2027.

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