
Un nuovo attacco contro la città portuale di Mokha, nello Yemen occidentale, ha provocato morti e feriti e riportato al centro dell’attenzione la vulnerabilità delle rotte marittime nel Mar Rosso. L’offensiva, attribuita agli Houthi, avrebbe colpito anche aree abitate, oltre a infrastrutture considerate essenziali per i collegamenti commerciali e per l’arrivo di beni di prima necessità.
Secondo quanto comunicato dalle forze armate locali, il bilancio dell’episodio è di sette vittime e trenta feriti. Tra i morti figurerebbero quattro militari e tre civili. Le autorità hanno riferito che la situazione è stata seguita con particolare preoccupazione anche per le conseguenze sulla popolazione residente e sulle attività del porto.
L’azione sarebbe stata compiuta con missili balistici e droni, in quella che viene descritta come la seconda offensiva nell’arco di meno di ventiquattro ore lungo la costa yemenita. I sistemi di difesa aerea avrebbero intercettato e abbattuto undici vettori ostili, ma una parte degli ordigni sarebbe comunque riuscita a raggiungere l’area di Mokha.
Il porto si trova in una posizione delicata, lungo la direttrice dello stretto di Bab el-Mandeb, passaggio fondamentale tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Ogni episodio di violenza in questa zona viene osservato con attenzione dalle autorità regionali e dagli operatori internazionali, perché può incidere sulla sicurezza della navigazione, sulle forniture e sul trasporto delle merci.
