Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Femminicio Lorena, le ultime parole di Federico ai poliziotti

L’agguato era iniziato nel garage

Tutto sarebbe cominciato alcune ore prima a Firenze, nel quartiere di Rifredi.

Era l’ora di pranzo del 3 settembre quando Lorena avrebbe parcheggiato il proprio Suv nel garage di casa. Secondo la ricostruzione, Vella si sarebbe nascosto proprio lì, aspettando che la donna arrivasse.

Quando Lorena è entrata nel garage, l’uomo sarebbe uscito allo scoperto e l’avrebbe aggredita.

Gli investigatori ipotizzano che la donna possa essere stata stordita durante l’aggressione. Successivamente sarebbe stata immobilizzata con delle fascette utilizzate per bloccarle le gambe e le mani.

Poi sarebbe stata caricata nel bagagliaio della sua automobile.

Lorena trova il cellulare e prova a salvarsi

Nel bagagliaio, però, Lorena aveva ancora il proprio zainetto. Al suo interno si trovava il telefono cellulare.

La donna sarebbe riuscita a raggiungerlo e avrebbe iniziato a cercare disperatamente qualcuno che potesse aiutarla.

Il primo tentativo sarebbe stato quello di contattare la madre, ma la comunicazione si sarebbe interrotta. Lorena avrebbe quindi provato a chiamare un amico, anche in questo caso senza riuscire a mantenere la conversazione.

Alla fine è riuscita a mettersi in contatto con il 112.

La centrale operativa della Questura di Firenze avrebbe immediatamente compreso la gravità della situazione. La telefonata sarebbe durata circa venti minuti, durante i quali gli operatori avrebbero cercato di raccogliere quante più informazioni possibili sulla posizione della donna e sulla situazione in cui si trovava.

Poi la comunicazione si è interrotta ancora.

«Che cosa stai facendo?»

A quel punto Vella si sarebbe accorto che Lorena aveva ancora il telefono. L’uomo avrebbe fermato il veicolo e le avrebbe strappato il cellulare dalle mani. La frase pronunciata in quel momento, «Che cosa stai facendo?», sarebbe stata captata dalla centrale operativa. Nel frattempo, però, gli investigatori erano già al lavoro per individuare la posizione dell’auto.

La geolocalizzazione del telefono ha permesso di seguire il percorso del veicolo sull’A1 fino al viadotto Lora. Una pattuglia della Polstrada di Pian del Voglio è stata quindi indirizzata verso il punto individuato. Gli agenti sono arrivati sul viadotto e hanno trovato Vella sul bordo del ponte. Il tentativo di instaurare un dialogo è durato soltanto pochi istanti. Alla domanda su ciò che aveva fatto, l’uomo avrebbe pronunciato quelle poche parole riferite al presunto tradimento e al modo in cui, a suo dire, Lorena lo avrebbe trattato.

Poi il salto.

Sotto il viadotto, gli agenti hanno trovato il corpo della donna che poco prima aveva cercato disperatamente di attirare l’attenzione delle forze dell’ordine.

Leggi anche: Femminicidio di Loren, il messagiio dell’ex alla madre di lei: parole terribili

La relazione ora sotto esame

La Procura e gli investigatori stanno ricostruendo anche la storia della coppia per capire cosa abbia preceduto il femminicidio.

Dalle prime informazioni disponibili non risulterebbero, al momento, precedenti denunce o segnalazioni per violenza nei confronti di Vella. Un elemento che dovrà essere verificato nel corso degli accertamenti e che non esclude, da solo, eventuali situazioni di tensione o paura vissute dalla donna.

Lorena, originaria di Squinzano, nel Salento, viveva da tempo a Firenze e lavorava nel settore farmaceutico veterinario. Vella, invece, era fiorentino e operava nel comparto dell’autonoleggio e della gestione delle flotte aziendali.

Adesso gli accertamenti dovranno chiarire con precisione la sequenza degli eventi, dall’agguato nel garage fino all’arrivo sul viadotto.

Saranno analizzati i contenuti delle comunicazioni, la posizione del cellulare, le immagini delle body cam degli agenti e gli altri elementi raccolti sulla scena.

Anche il messaggio pubblicato sui social e le parole pronunciate da Vella davanti ai poliziotti potrebbero entrare nella ricostruzione degli ultimi momenti della vicenda. Gli ulteriori accertamenti disposti dalla Procura serviranno a definire il quadro sulla base degli elementi oggettivi raccolti dagli investigatori.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure