Non è una tromba d’aria: ecco la differenza
La distinzione con un tornado è fondamentale. Una tromba d’aria è collegata a strutture temporalesche molto più complesse e potenti, generalmente associate a grandi cumulonembi e a una forte instabilità atmosferica. Il diavolo di sabbia, invece, nasce vicino al terreno e può formarsi tranquillamente sotto un cielo completamente azzurro.
Normalmente possiede un’energia molto inferiore rispetto a quella di un tornado. Questo non significa, però, che debba essere ignorato. Un vortice sufficientemente intenso può sollevare piccoli oggetti e soprattutto creare una riduzione improvvisa della visibilità, un problema non trascurabile se il fenomeno attraversa o si sviluppa vicino a una strada.
Il caldo di queste giornate può certamente creare condizioni favorevoli alla formazione di fenomeni di questo tipo. Terreni molto asciutti e temperature elevate accentuano infatti il contrasto tra l’aria rovente vicino al suolo e quella presente più in alto. Il singolo episodio, tuttavia, non può essere considerato automaticamente una conseguenza diretta dei cambiamenti climatici: i dust devil sono fenomeni conosciuti da tempo e particolarmente comuni nelle aree aride e semiaride.
C’è poi una curiosità che rende il fenomeno ancora più affascinante: i diavoli di sabbia esistono anche su Marte. Le sonde inviate sul Pianeta rosso ne hanno osservati numerosi e alcuni possono raggiungere dimensioni molto superiori a quelle normalmente registrate sulla Terra.
Nel Foggiano, intanto, la comparsa del vortice ha inevitabilmente attirato l’attenzione di chi percorreva la provinciale. Per qualche minuto, tra asfalto bollente e campi arroventati dal sole, la pianura pugliese ha mostrato uno dei suoi fenomeni atmosferici più curiosi: una colonna di polvere apparentemente comparsa dal nulla, alimentata dal calore del terreno e dal movimento dell’aria.