
Garlasco, cosa accade dopo la scadenza delle indagini
La difesa di Andrea Sempio è in attesa di un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari, disciplinato dall’articolo 415 bis del codice di procedura penale. L’atto ha una funzione precisa: consente all’indagato e ai suoi legali di conoscere gli elementi raccolti dall’accusa prima che la Procura assuma le proprie determinazioni.
Un primo avviso era stato notificato il 7 maggio. In seguito, però, gli inquirenti hanno ritenuto opportuno disporre ulteriori verifiche, anche dopo le osservazioni e le consulenze presentate dai difensori di Sempio. Per questa ragione, la scadenza di settembre viene considerata uno snodo importante: dovrebbe consentire di conoscere il risultato degli approfondimenti svolti successivamente alla prima discovery.
Secondo le informazioni disponibili, l’ipotesi contestata resterebbe quella di omicidio pluriaggravato. A tale contestazione si affiancherebbero, però, nuovi elaborati tecnici che saranno essenziali per comprendere su quali dati la Procura fondi le proprie valutazioni e come abbia affrontato i rilievi sollevati dalla difesa.
Dopo la notifica dell’avviso, Sempio potrà depositare memorie, produrre documenti, chiedere eventuali ulteriori atti di indagine e utilizzare gli strumenti riconosciuti dalla procedura. Solo al termine di questa fase la Procura potrà valutare se chiedere l’archiviazione, formulare una richiesta di rinvio a giudizio oppure adottare altre determinazioni consentite dalla legge.
Le consulenze su Dna, impronte e misurazioni
Il punto più atteso della nuova discovery riguarda gli accertamenti tecnici disposti negli ultimi mesi. Il materiale che potrebbe essere messo a disposizione delle parti non riguarda un singolo elemento, ma diversi aspetti già al centro del confronto tra accusa e difesa. Le conclusioni dovranno essere lette nel loro insieme, senza attribuire a un singolo dato un significato che dovrà eventualmente essere valutato nelle sedi competenti.
Uno dei filoni riguarda le orme delle scarpe. La Procura ha affidato nuove verifiche a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli dopo le contestazioni formulate dalla difesa sulla compatibilità tra le misure considerate dagli inquirenti e quelle riferibili ad Andrea Sempio. È un tema che, per la natura delle tracce esaminate, richiede confronti tecnici sulle dimensioni, sulle caratteristiche della suola e sulle modalità di rilevazione.
Un altro approfondimento è stato affidato alla patologa forense Cristina Cattaneo, chiamata a integrare le valutazioni sulle misurazioni antropometriche. Anche questo settore potrebbe contribuire a definire il quadro degli accertamenti, ma le conclusioni effettive saranno conoscibili soltanto con il deposito degli atti e con il confronto tra le rispettive consulenze.
Sul piano genetico è atteso il lavoro del genetista Carlo Previderè, successivo alle osservazioni dei consulenti della difesa sul materiale biologico analizzato nella nuova indagine. Il tema del Dna resta tra i più delicati, poiché richiede valutazioni sulla qualità dei reperti, sulle metodologie utilizzate e sull’interpretazione dei risultati. Al momento, senza le carte complete, resta da chiarire quale sarà il contenuto puntuale delle conclusioni.
Più incerta appare la posizione della consulenza affidata allo psichiatra Roberto Catanesi. Sempio ha esercitato il diritto di non sottoporsi al colloquio con l’esperto. Di conseguenza, dovrà essere verificato quali elementi, se ve ne saranno, potranno confluire negli atti e quale rilievo potranno avere nell’ambito dell’inchiesta.
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