Il confronto sulle tracce delle scarpe
Le tracce delle scarpe rappresentano uno dei principali punti di confronto tecnico. Dopo la prima discovery, gli avvocati di Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno depositato quattro elaborati difensivi per rispondere agli accertamenti della Procura e contestare alcuni passaggi delle consulenze già conosciute.
Tra gli aspetti discussi vi sono le impronte associate a una suola a pallini. La difesa ha sostenuto che, anche prendendo in considerazione le misurazioni indicate negli atti dell’accusa, le dimensioni del piede di Sempio non sarebbero compatibili con la calzatura oggetto di analisi. La Procura ha quindi disposto ulteriori verifiche proprio su questo fronte.
La nuova documentazione dovrebbe permettere alle parti di confrontare le conclusioni degli esperti nominati dagli inquirenti con le valutazioni dei consulenti difensivi. Non si tratta soltanto di stabilire se una traccia possa richiamare un determinato modello di scarpa, ma di esaminare le condizioni del rilievo, l’eventuale parzialità dell’impronta e i criteri con cui sono state effettuate le comparazioni.

Andrea Sempio andrà a processo?
È la domanda principale attorno alla nuova fase dell’inchiesta di Garlasco, ma il 28 settembre non comporta necessariamente una risposta definitiva. L’eventuale avviso di conclusione delle indagini è un atto che segna la chiusura dell’attività investigativa ordinaria, non una pronuncia sulla responsabilità dell’indagato.
Successivamente, la difesa avrà la possibilità di intervenire prima che la Procura decida. La legge prevede tempi e strumenti specifici per questa fase, durante la quale gli atti possono essere esaminati e le parti possono sottoporre ulteriori osservazioni. La posizione di Sempio, dunque, dovrà essere valutata alla luce dell’intero fascicolo e non soltanto delle notizie relative alla scadenza delle indagini.
La Procura avrà nove mesi di tempo per decidere se chiedere l’archiviazione o il rinvio a giudizio. Qualora venisse presentata una richiesta di rinvio a giudizio, sarebbe poi un giudice a valutare gli elementi e a decidere sugli sviluppi successivi. Fino a quel momento, non è possibile ritenere già definito l’esito della nuova inchiesta.
La posizione di Alberto Stasi resta distinta
La nuova indagine su Andrea Sempio non modifica automaticamente la condanna definitiva inflitta ad Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Si tratta di procedimenti diversi e la sentenza nei confronti dell’ex fidanzato della vittima resta efficace fino a un’eventuale decisione assunta secondo le procedure previste dall’ordinamento.
Le acquisizioni della nuova inchiesta potrebbero comunque essere esaminate dai legali di Stasi per verificare se sussistano presupposti utili a una possibile richiesta di revisione del processo. Si tratta di un rimedio eccezionale, sottoposto a requisiti rigorosi, che richiede la valutazione di elementi nuovi secondo le modalità stabilite dalla legge.
È su questo piano che i due percorsi potrebbero, eventualmente, incontrarsi. Da una parte Andrea Sempio attende di conoscere le determinazioni della Procura di Pavia; dall’altra la difesa di Stasi dovrà valutare se le nuove consulenze e gli atti dell’indagine possano avere una rilevanza concreta rispetto alla condanna già definitiva.

Gli ultimi accertamenti e il ritorno alle analisi del 2007
A rendere ancora più significativo il passaggio di settembre sono anche le attività svolte poco prima della scadenza. Nei giorni precedenti sono stati ascoltati Luciano Garofano, che nel 2007 era comandante del Ris, e altri militari che parteciparono agli accertamenti scientifici effettuati dopo l’omicidio.
Il ritorno alle indagini originarie potrebbe servire a ricostruire le modalità con cui furono eseguiti i rilievi e a comprendere quali aspetti delle analisi di allora siano stati sottoposti a una nuova verifica. Anche su questo capitolo, tuttavia, il contenuto degli atti e il significato delle audizioni potranno essere valutati solo quando emergeranno elementi documentati.
A diciannove anni dalla morte di Chiara Poggi, la scadenza delle indagini preliminari costituisce quindi un passaggio rilevante ma non conclusivo. L’attenzione resta rivolta alle nuove consulenze su impronte, Dna, orme e misurazioni, oltre che alle decisioni che la Procura assumerà dopo il confronto con la difesa. Solo i prossimi atti formali potranno chiarire la direzione della nuova inchiesta su Andrea Sempio.
