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Strage di Crans-Montana, perché non si parla mai di lui: chi era Giovanni

Strage di Crans-Montana, perché non si parla mai di lui: chi era Giovanni – La strage di Crans-Montana continua a lasciare un bilancio pesante, con un elenco di vittime che si allunga tra giovani, lavoratori e residenti della zona. L’incendio divampato in un locale della nota località delle Alpi svizzere ha interrotto una serata che doveva essere dedicata al divertimento, trasformandola in una situazione di emergenza con morti, feriti e famiglie colpite da un lutto improvviso.

Veduta di Crans-Montana dopo l'incendio nel locale

Strage di Crans-Montana, perché non si parla mai di lui: chi era Giovanni

Le fiamme, il denso fumo e il panico scatenato all’interno del locale hanno reso difficili i soccorsi e la fuga delle persone presenti. In questo contesto, tra le vittime è emersa anche la figura di Giovanni Putelli, la persona più adulta tra coloro che hanno perso la vita, la cui storia personale si lega al lavoro all’estero e a scelte compiute per garantire un futuro alla propria famiglia. Giovanni Putelli, 39 anni, era padre di due bambini di 3 e 5 anni. Circa tre anni fa aveva scelto di trasferirsi in Svizzera, lasciando l’Italia per un impiego nel settore del gioco, all’interno di un casinò situato nei pressi di Crans-Montana. La sera dell’incendio non era impegnato nel turno di lavoro: si trovava nel locale colpito dal rogo per trascorrere alcune ore di tempo libero.

Sebbene portasse un nome italiano, Giovanni Putelli aveva cittadinanza svizzera e per questo motivo non è stato inserito tra i morti italiani ufficialmente segnalati. L’uomo si era stabilito in zona per motivi professionali e conduceva una vita legata alla realtà locale, tra lavoro e famiglia che lo attendeva a casa. Secondo le prime informazioni, al momento in cui è iniziato il rogo Giovanni Putelli si trovava al bar situato sopra la sala principale del locale. Durante le fasi concitate dell’incendio, dalle ricostruzioni emerge che sarebbe sceso per prestare aiuto a chi si trovava nelle aree sottostanti, nel tentativo di favorire l’evacuazione o dare supporto ad altre persone in difficoltà. Non è possibile stabilire con certezza se il suo intervento abbia consentito il salvataggio di altri presenti; ciò che è confermato è che Giovanni Putelli non è riuscito a mettersi in salvo ed è rimasto bloccato all’interno della struttura, trasformata in una trappola a causa del fuoco e del fumo. Il suo decesso rientra tra quelli provocati dall’evento che ha sconvolto Crans-Montana.

Ritratto di Giovanni Putelli, vittima della strage di Crans-Montana

L’attesa dei familiari di Giovanni Putelli dopo l’incendio

Subito dopo l’incendio di Crans-Montana, mentre i soccorsi erano impegnati nelle operazioni all’interno e all’esterno del locale e le autorità avviavano le prime verifiche, i familiari di Giovanni Putelli hanno affrontato ore di forte apprensione. Non avendo sue notizie, i parenti hanno avviato ricerche attraverso diversi canali. La sorella di Giovanni Putelli ha diffuso appelli di ricerca sui social network, pubblicando immagini, messaggi e richieste di informazioni per cercare di rintracciarlo o ottenere aggiornamenti sulla sua situazione. I post sono stati condivisi da numerosi utenti, nel tentativo di ampliare la diffusione delle segnalazioni.

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