Chicchi fino a 10 centimetri: danni a tetti, auto e impianti
Nel corso della tempesta, in alcune aree sarebbero stati osservati chicchi fino a 10 centimetri di diametro. La grandine ha provocato rotture e danneggiamenti a strutture e beni esposti, con segnalazioni arrivate sia da privati sia dal comparto agricolo.
Tra le principali tipologie di danno riportate figurano vetri infranti, coperture compromesse e componenti esterne degli edifici colpite dalla caduta del ghiaccio.
Staffolo chiede lo stato di calamità naturale alla Regione Marche
Alla luce delle conseguenze registrate, il Comune di Staffolo ha comunicato di aver avviato la procedura per chiedere alla Regione Marche l’attivazione dello stato di calamità naturale.
«A seguito della grandinata e delle forti raffiche di vento del 3 giugno 2026, il Comune di Staffolo ha richiesto alla Regione Marche l’attivazione dello stato di calamità naturale», ha comunicato l’amministrazione attraverso i propri canali social.
Segnalazione danni: come inviare documentazione a Comune e uffici
L’amministrazione comunale ha invitato cittadini e imprese a trasmettere le segnalazioni dei danni subiti, corredandole di documentazione fotografica e di una breve descrizione delle conseguenze riconducibili al maltempo.
Le comunicazioni potranno essere inoltrate tramite posta elettronica certificata oppure consegnate all’Ufficio Protocollo comunale, in modo da supportare la ricognizione e la quantificazione complessiva dei danni.
Beni e attività più colpiti
- automobili e altri veicoli
- coperture di edifici e tetti
- infissi e persiane
- impianti fotovoltaici e solari
- vigneti e altre colture agricole
Verifiche in corso sul territorio dopo la grandinata
Nelle prossime ore sono previste ulteriori ricognizioni nelle aree interessate, con l’obiettivo di definire l’entità complessiva dei danni e valutare eventuali misure di sostegno a favore di residenti e aziende agricole colpite dall’evento.