Secondo l’avvocato, infatti, le informazioni trasmesse non rispecchierebbero le effettive condizioni del critico d’arte. Iacobbi ha utilizzato espressioni molto dure, affermando: “Tali asserzioni sono falsità prive di qualsivoglia fondamento clinico…”. Successivamente ha fornito un ulteriore chiarimento sul ricovero di Sgarbi: “E’ ancora intubato e sedato nel reparto di rianimazione presso il Policlinico Gemelli…”. Si tratta di dichiarazioni attribuite al legale, che contrastano con il quadro descritto durante la trasmissione e rendono ancora più delicata la gestione pubblica delle notizie relative alla salute del professore.
Ma la presa di posizione dell’avvocato di Evelina Sgarbi non si è fermata alle condizioni cliniche del padre. Il legale ha contestato anche una frase attribuita alla sua assistita durante il racconto televisivo. In particolare, ha fatto riferimento alle parole: “‘Andare a trovare mio padre un’ora? Sarebbe un’inutile sofferenza’…Questa è una menzogna…”. Anche in questo caso la smentita è stata categorica. La questione assume un significato particolarmente importante perché riguarda il rapporto tra padre e figlia, già al centro dell’attenzione mediatica, e il modo in cui vengono rappresentati pubblicamente i sentimenti e le intenzioni di Evelina.
Nel frattempo sono emersi altri particolari sulle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi. Fanpage.it ha raccolto la testimonianza di fonti descritte come molto vicine al critico d’arte, secondo le quali il ricovero continuerebbe a richiedere particolare attenzione. Le persone interpellate hanno spiegato: “Vittorio è intubato e sedato…Talvolta la sedazione gli viene abbassata e in quei momenti è in grado di aprire gli occhi e fare un cenno…”. Una precisazione importante, perché suggerisce la presenza di alcune reazioni durante la riduzione della sedazione, senza tuttavia confermare una capacità stabile di comunicare. Al momento, queste informazioni restano testimonianze riferite dalla stampa e non costituiscono un nuovo bollettino medico ufficiale.
La vicenda ha inevitabilmente acceso anche il dibattito tra i telespettatori, soprattutto per la delicatezza delle informazioni riguardanti una persona ricoverata in rianimazione. La discussione si concentra sull’opportunità di diffondere aggiornamenti clinici senza conferme ufficiali e sulla necessità di tutelare la riservatezza del paziente. In questo contesto, la diffida ad Alberto Matano e alla Rai rappresenta un ulteriore elemento di tensione, mentre resta da capire se il conduttore deciderà di replicare pubblicamente alle contestazioni ricevute.

