
Ci sono parole che raccontano più di una lunga spiegazione. Quelle pronunciate da Evelina Sgarbi sul padre Vittorio arrivano al termine di mesi complicati, segnati da un procedimento giudiziario, da una perizia sulle sue capacità decisionali e da una distanza familiare che, secondo quanto raccontato dalla figlia, dura ormai da dieci mesi. Ora, mentre si avvicina una scadenza che potrebbe avere un peso importante nel procedimento, Evelina torna a parlare e spiega perché ha deciso di chiedere nuovi accertamenti sulle condizioni del padre.

La paura di Evelina: “Che muoia”
In un’intervista a Gabriele Parpiglia, pubblicata nella newsletter del giornalista, Evelina non nasconde la sua principale preoccupazione. Alla domanda su cosa tema maggiormente per Vittorio Sgarbi, risponde con una frase secca: “Che muoia”.
La figlia racconta di aver ottenuto le cartelle cliniche del padre dopo circa un anno e mezzo e di averle potute consultare soltanto ad agosto. Secondo quanto riferito da Evelina, nei documenti emergerebbero problematiche croniche che, a suo giudizio, richiederebbero valutazioni specialistiche ulteriori.
Per questo avrebbe chiesto al proprio legale, l’avvocato Lorenzo Iacobbi, di contestare la perizia disposta dal Tribunale di Roma e di proporre l’affiancamento di altri specialisti: un cardiologo, un neurologo, un oncologo e uno psichiatra.
A preoccupare Evelina non sarebbero soltanto le informazioni contenute nelle cartelle cliniche. La donna racconta anche di aver osservato con apprensione le ultime apparizioni pubbliche del padre.
Secondo la sua percezione, nei video e nelle immagini più recenti ci sarebbe un Vittorio Sgarbi molto diverso da quello che conosceva. Evelina sostiene che il padre continui a partecipare agli eventi nonostante le alte temperature e racconta di averlo visto apparire cambiato, arrivando a dire: “Non era più lui”.
Si tratta naturalmente del racconto e delle valutazioni personali della figlia, mentre la situazione clinica di Sgarbi dovrà essere eventualmente accertata dagli specialisti competenti.
Sgarbi è tornato agli eventi pubblici
Dopo il periodo difficile legato alla depressione e il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma, Vittorio Sgarbi ha progressivamente ripreso a comparire in pubblico.
Il primo maggio era stato protagonista della Festa del Corriere a Ferrara, dove era stato accolto da un lungo applauso durante l’intervista con Aldo Cazzullo. Nei mesi successivi aveva partecipato ad altri appuntamenti della Milanesiana, tra Bergamo e Ascoli Piceno, dialogando con Paolo Del Debbio e Stefano Papetti.
Il 10 agosto, invece, era intervenuto ad Andora in occasione dell’inaugurazione della mostra “Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi”, allestita al Castello dei Clavesana.
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