La “lunghissima notte” raccontata da Sgarbi
Lo stesso Vittorio Sgarbi, negli ultimi mesi, ha parlato pubblicamente del cambiamento attraversato. In un’intervista rilasciata a luglio al Quotidiano Nazionale aveva raccontato di sentirsi diverso rispetto al passato, parlando della stanchezza e di una vita diventata meno frenetica.
In quell’occasione aveva descritto anche una trasformazione interiore, spiegando di aver attraversato una “lunghissima notte” dalla quale sentiva di stare lentamente uscendo.
Parole che, rilette oggi alla luce delle dichiarazioni della figlia, assumono un significato particolare. Evelina, però, guarda soprattutto agli aspetti concreti della situazione e sostiene che una valutazione esclusivamente psicologica non sarebbe sufficiente per comprendere il quadro complessivo.

La battaglia in tribunale
Il procedimento giudiziario era entrato in una fase importante dopo l’udienza del 28 ottobre 2025. Evelina racconta di non aver più incontrato personalmente il padre da allora.
Nel dicembre dello stesso anno il Tribunale di Roma aveva respinto in parte la richiesta della figlia di nominare un amministratore di sostegno. Secondo il provvedimento, Sgarbi sarebbe stato considerato capace di occuparsi della propria persona, della salute e della gestione ordinaria del patrimonio.
Allo stesso tempo, però, era stata disposta una consulenza tecnica per valutare la sua capacità di prendere decisioni particolarmente complesse, comprese quelle relative alla gestione straordinaria del patrimonio, al testamento e al matrimonio.
La perizia e la richiesta di nuovi specialisti
A occuparsi della consulenza era stata incaricata una psicologa psicoterapeuta. È proprio su questo punto che Evelina ha concentrato una parte importante delle proprie contestazioni. Secondo la figlia, una valutazione di questo tipo non sarebbe sufficiente per analizzare tutti gli aspetti della situazione e dovrebbe essere integrata con competenze mediche differenti. Da qui la richiesta di coinvolgere cardiologi, neurologi, oncologi e psichiatri.
Il 18 settembre rappresenta ora una data da tenere d’occhio nell’ambito del procedimento, mentre resta da capire se le richieste avanzate dalla figlia porteranno a un ampliamento degli accertamenti. La vicenda giudiziaria riguarda inoltre un altro aspetto della vita privata di Vittorio Sgarbi: il matrimonio con Sabrina Colle.
Nel provvedimento del dicembre 2025, la valutazione sulla capacità di contrarre matrimonio era stata collegata agli accertamenti sulle condizioni di Sgarbi. Evelina interpreta questo passaggio come una sospensione delle nozze in attesa degli esiti della consulenza.
Adesso la figlia chiede che il quadro venga approfondito attraverso ulteriori competenze specialistiche. E mentre il procedimento prosegue, continua a spiegare la propria posizione con la stessa frase che ha accompagnato la sua intervista: “Ho paura per lui, punto”.