Il ritrovamento nell’area orientale
Le operazioni di ricerca si sono concluse nel modo più tragico nella tarda mattinata di lunedì, quando il corpo della ventiduenne è stato individuato dai vigili del fuoco. L’area del Centro Direzionale è stata immediatamente transennata per consentire alle autorità di operare con la massima riservatezza e accuratezza. Sul posto sono giunti non solo i carabinieri, ma anche gli agenti della Questura di Napoli e della polizia municipale, incaricati di mettere in sicurezza il perimetro e gestire la viabilità circostante. Nonostante il tempestivo arrivo di un’ambulanza del 118 dell’Asl Napoli 1 Centro, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della giovane donna.
Le indagini e l’ipotesi del gesto estremo
L’identificazione ufficiale è avvenuta dopo alcune ore di rilievi tecnici necessari per dare certezza assoluta sull’identità della vittima. Una volta confermato che si trattava di Immacolata Panico, i militari hanno provveduto a informare i parenti, già provati dalle lunghe ore di attesa. Il magistrato di turno si è recato personalmente sul luogo del ritrovamento per supervisionare le attività investigative e autorizzare gli accertamenti medico-legali. Al momento, la pista seguita con maggiore convinzione dagli inquirenti è quella del suicidio. Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza potrebbe aver deciso di porre fine alla sua esistenza lanciandosi da uno degli alti edifici che caratterizzano il profilo architettonico del quartiere degli affari napoletano.
Prima di morire, Immacolata avrebbe mandato un messaggio audio alla sua famiglia e al fidanzato Diego: “Diego non avere rimpianti, l’avrei fatto prima o poi. Mamma, Daniele (il fratello ndr.), Valeria vi amo. Sono solo un peso per tutti. Vi amo. Non ho mai smesso di amarvi, ma la mia vita fa schifo. Addio, vado dal mio papà”. Il papà sarebbe defunto da tempo.