
Le dispute fiscali sugli immobili continuano a essere tra le più frequenti in Italia, soprattutto quando entrano in gioco la definizione di abitazione principale e l’applicazione dell’IMU. In questo quadro, l’interpretazione delle regole può determinare un passaggio decisivo: conferma dell’esenzione oppure tassazione piena.
Negli ultimi anni, diverse pronunce hanno contribuito a rendere più omogenei i criteri applicati dagli enti locali. Un ulteriore chiarimento arriva ora dalla Corte di Cassazione, con una decisione che incide in modo diretto sui casi di affitto parziale dell’immobile.

Ordinanza Cassazione 2 aprile 2026 n. 8236: cosa cambia per l’IMU
Con l’ordinanza del 2 aprile 2026 n. 8236, la Corte di Cassazione ha fissato un principio considerato rilevante per l’IMU sull’abitazione principale. Secondo i giudici, la locazione parziale dell’immobile non determina, di per sé, la perdita automatica dell’esenzione prevista per la prima casa.
Il caso esaminato nasce da una serie di avvisi di accertamento emessi da un Comune per le annualità 2017 e 2018. L’ente aveva contestato a una contribuente di avere concesso in affitto una porzione dell’abitazione, ritenendo questo elemento sufficiente per negare la qualifica di abitazione principale e applicare l’IMU ordinaria sull’intero immobile.
La Cassazione ha respinto questa impostazione, confermando l’esito favorevole già riconosciuto alla contribuente nei precedenti gradi di giudizio.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva