
La notte, quando cala il silenzio, dovrebbe proteggere. E invece, a volte, diventa una coperta sottile che non riesce a soffocare l’imprevisto. Un odore acre, quasi metallico, si insinua tra le case. Poi arriva quel crepitio inconfondibile.
All’inizio è solo una striscia di luce oltre le colline: un bagliore che pulsa e cresce, alimentato dal vento caldo e da una vegetazione resa fragile dalle temperature estreme. In pochi minuti le strade periferiche cambiano volto: non più vie di fuga, ma corridoi stretti, saturi di fumo, dove ogni secondo pesa come piombo e l’aria sembra mancare.

Rogo improvviso nel bosco,è tragedia
È in questo scenario che, giovedì sera, un incendio boschivo ha trasformato la notte in una corsa contro le fiamme. Il bilancio è terribile: almeno 12 persone hanno perso la vita, alcune trovate nelle loro auto. Secondo le prime testimonianze, tutto potrebbe essere iniziato dalla caduta di un cavo elettrico, capace di innescare la vegetazione secca come una miccia pronta da tempo.
Quando il fuoco prende velocità, non chiede permesso. Avanza e divora, lasciando dietro di sé l’eco di sirene e voci spezzate. Circa 150 vigili del fuoco, supportati da cinque autobotti, hanno affrontato un fronte instabile, reso ancora più ostico dal caldo e dalla rapidità con cui le fiamme cambiavano direzione. Ogni intervento è stato una scommessa: proteggere un’abitazione, liberare una carreggiata, raggiungere chi non riusciva più a muoversi.
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