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Inciampa e precipita per 200 metri: “Enrico è morto”

La caduta lungo il versante roccioso

Dopo il passo falso, l’escursionista è precipitato lungo la parete per circa 200 metri. Una caduta estremamente violenta, avvenuta davanti ai compagni di escursione, che hanno assistito alla scena e compreso subito la gravità della situazione. L’allarme è stato lanciato con tempestività, mentre il gruppo affrontava i momenti concitati successivi all’incidente.

Erano circa le 13.40 di giovedì quando è scattata la richiesta di aiuto. Gli altri dodici partecipanti hanno contattato i servizi di emergenza, permettendo di attivare la macchina dei soccorsi in una zona dove l’accesso via terra risulta difficile e le operazioni devono essere pianificate con particolare attenzione.

Non emergono, dalle informazioni disponibili, altri fattori relativi alla dinamica oltre all’inciampo e alla successiva perdita di equilibrio. Gli elementi dell’accaduto restano legati a quei pochi istanti sul sentiero, trasformatisi in una tragedia irreversibile durante la discesa dal bivacco verso Forca Disteis.

L’intervento dell’elisoccorso e il recupero

La centrale del soccorso alpino ha inviato sul posto un elicottero di emergenza. Considerata la posizione in cui si trovava l’uomo e la morfologia dell’area, l’equipaggio ha utilizzato il verricello per calare gli operatori tecnici e il medico rianimatore sul versante.

L’intervento dei soccorritori si è svolto in condizioni operative complesse, tipiche degli scenari di alta montagna, nei quali la sicurezza del personale, le caratteristiche della parete e gli spazi di manovra incidono su ogni fase. Una volta raggiunto Giani, il personale sanitario ha però potuto soltanto constatarne il decesso, avvenuto a causa dei traumi riportati nella caduta.

Le operazioni sono poi proseguite per il recupero della salma, reso difficoltoso dalla ripidità e dall’asperità del terreno. L’elicottero e le squadre specializzate hanno lavorato per completare l’intervento in sicurezza, mentre il resto della comitiva veniva assistito dopo quanto accaduto.

Il lutto a Sesto Fiorentino e nel Club Alpino Italiano

La morte di Enrico Giani ha lasciato un vuoto profondo nella sua famiglia. L’uomo lascia la moglie e la figlia, alle quali si sono stretti amici, colleghi e conoscenti. Il dolore ha coinvolto anche la comunità escursionistica toscana, che aveva conosciuto il 58enne attraverso la sua partecipazione alle attività del Cai.

Il presidente del Cai di Sesto Fiorentino, Alessandro Gamannossi, ha ricordato il socio esprimendo il cordoglio della sezione. Nei ricordi condivisi dopo la tragedia emergono la simpatia, l’altruismo e la disponibilità con cui Giani partecipava alla vita associativa, oltre alla sua attenzione costante per il mondo della montagna.

Anche il Cai di Prato ha manifestato vicinanza ai familiari della vittima e ai partecipanti all’escursione. Per i dodici compagni presenti si è trattato di una giornata segnata da un evento traumatico, avvenuto durante un’uscita che avrebbe dovuto essere dedicata alla condivisione della passione per l’ambiente alpino.

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