
L’epidemia influenzale stagionale in Italia mostra i primi segnali di rallentamento, ma il quadro generale rimane delicato e in costante evoluzione. Secondo l’ultimo bollettino del Ministero della Salute, nell’ultima settimana monitorata sono stati registrati circa 773mila nuovi casi, per un totale stimato di 8,4 milioni di contagi dall’inizio della stagione. Nonostante la lieve flessione, gli esperti invitano a mantenere alta l’attenzione.
Tra le voci più ascoltate in questa fase c’è quella di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, che richiama alla prudenza anche sul fronte dei numeri ufficiali: «I dati sono certamente in diminuzione, anche se dobbiamo dire una cosa, che questi sono i dati che arrivano dai medici di medicina generale. Attenzione, perché questo sistema non intercetta tutti quelli che si curano da soli a casa (che sono oggi la grandissima maggioranza)». L’infettivologo segnala inoltre che la pressione sulle strutture ospedaliere è ancora significativa.

Influenza K e rischio di nuovo picco: i prossimi mesi sotto osservazione
Le maggiori criticità, secondo gli specialisti, potrebbero emergere nelle prossime settimane, con la riapertura delle scuole e la piena ripartenza delle attività lavorative. Questi fattori potrebbero favorire una nuova crescita della circolazione virale, con particolare attenzione alla cosiddetta influenza K.
Bassetti non esclude l’ipotesi di un ulteriore aumento dei casi: «Potrebbe anche esserci un nuovo picco nel mese di febbraio, non lo escluderei». Il rischio di ricadute è considerato concreto, anche per chi ha già contratto il virus. Aver avuto l’infezione non garantisce infatti una protezione totale per l’intera stagione influenzale, lasciando aperta la possibilità di nuovi contagi.
In questa prospettiva, la vaccinazione antinfluenzale viene indicata come uno strumento ancora utile e raccomandabile, soprattutto per i soggetti fragili e le fasce di popolazione più esposte. Secondo le previsioni degli esperti, l’ondata influenzale potrebbe prolungarsi fino al mese di aprile, rendendo necessari comportamenti prudenti e un monitoraggio costante della situazione epidemiologica.

Uso corretto dei farmaci per l’influenza K: le indicazioni di Matteo Bassetti
Un capitolo rilevante riguarda la gestione delle terapie domiciliari. Bassetti interviene in modo deciso contro alcune pratiche considerate scorrette e potenzialmente dannose. In primo piano l’utilizzo degli antibiotici, che non hanno alcuna efficacia contro i virus influenzali. Il medico sottolinea: «L’antibiotico mai e poi mai, è un errore da matita blu. L’unico caso in cui si può usare è in alcune situazioni in cui il malato ha una polmonite e viene in ospedale».
Chiare anche le indicazioni sulla gestione della febbre e sull’impiego del paracetamolo. Il farmaco non andrebbe assunto a intervalli fissi, ma solo quando realmente necessario in base alla sintomatologia: «Chi piglia il paracetamolo ogni 6 ore, ogni 8 ore fa un errore, perché fondamentalmente non riduce la durata dei sintomi». L’obiettivo resta quello di evitare un uso improprio dei medicinali e ridurre il rischio di effetti collaterali o sovradosaggi.
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