
Una notte trascorsa in ospedale, un intervento chirurgico delicato e una violenza che sarebbe stata ripresa dai cellulari di alcune persone presenti sul posto. È quanto accaduto nel quartiere Vomero, a Napoli, dove un padre è rimasto gravemente ferito dopo essere intervenuto per difendere la figlia durante un’aggressione. La vicenda, avvenuta in una delle zone più frequentate del quartiere, presenta anche un secondo elemento inquietante: mentre l’uomo si trovava a terra, un mezzo per la raccolta dei rifiuti lo avrebbe investito, schiacciandogli una gamba. La famiglia ha raccontato quei momenti drammatici, mentre sono in corso gli accertamenti per chiarire le responsabilità delle persone coinvolte.

La notte di violenza in via Bernini: cosa è successo
L’episodio si è verificato intorno all’una di notte di domenica 11 ottobre, in via Bernini, nei pressi di piazza Vanvitelli, al Vomero. Secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, tutto sarebbe cominciato con una precedente discussione che avrebbe coinvolto le due figlie della coppia.
La sorella maggiore sarebbe intervenuta per difendere quella più piccola, a sua volta aggredita da altre ragazzine. Una situazione che, stando al racconto dei familiari, sarebbe rapidamente degenerata, fino a rendere necessario l’intervento dei genitori.
La madre ha riferito di aver ricevuto una telefonata nel cuore della notte e di essersi precipitata sul posto insieme al marito. «All’una di notte riceviamo una telefonata. Corriamo io e mio marito», ha raccontato durante una diretta con il parlamentare Francesco Emilio Borrelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra.
Una volta arrivati in via Bernini, i genitori si sarebbero trovati davanti a una situazione particolarmente difficile. La donna ha parlato della presenza di «centinaia di ragazzini» e ha riferito che, in quel momento, non avrebbe visto forze dell’ordine nella zona.
La figlia colpita alla testa: ricoverata al Fatebenefratelli
Nel corso degli episodi di violenza sarebbe stata coinvolta anche la figlia maggiore, che avrebbe riportato diverse lesioni. Secondo il racconto della famiglia, la ragazza sarebbe stata sbattuta con la testa contro il parabrezza di un’automobile.
La giovane è stata successivamente ricoverata all’ospedale Fatebenefratelli. Le ferite riportate comprenderebbero lussazioni e contusioni nella zona del collo, lesioni che richiederanno particolare attenzione durante la fase di recupero.
Alla ragazza sarebbe stato prescritto l’utilizzo di un collare per circa un mese. Un periodo durante il quale dovrà seguire le indicazioni dei medici per consentire alle lesioni di guarire.
La vicenda ha così coinvolto entrambi i genitori e le due figlie, in una sequenza di eventi che, secondo la ricostruzione familiare, sarebbe partita da un alterco tra giovanissimi. È stato proprio il tentativo del padre di intervenire per proteggere la figlia a portare al successivo e brutale pestaggio.

Il padre circondato e picchiato: le immagini finiscono sui social
I momenti più drammatici dell’aggressione sarebbero stati ripresi con i telefoni cellulari da alcune delle persone presenti. Le immagini sono state successivamente diffuse da Francesco Emilio Borrelli, durante una diretta alla quale ha partecipato anche Rino Nasti, consigliere della Municipalità.
Nel filmato si vedrebbe l’uomo circondato da numerosi ragazzi, mentre viene colpito ripetutamente con calci e pugni. L’aggressione proseguirebbe anche quando il padre si trova a terra, in una scena che ha acceso l’attenzione sulla gravità di quanto accaduto.
Il pestaggio sarebbe avvenuto nelle immediate vicinanze di un autocompattatore di Asìa, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Napoli. Proprio la presenza del mezzo pesante avrebbe aggiunto un ulteriore elemento alla vicenda, con conseguenze fisiche particolarmente serie per l’uomo.
Le registrazioni costituiscono un elemento utile per gli accertamenti, ma sarà necessario ricostruire nel dettaglio la successione dei fatti e il comportamento delle singole persone presenti. Resta inoltre da chiarire il ruolo di ciascun partecipante all’aggressione.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva
