Il mistero delle chat scomparse con Ranucci
Mentre Lavitola è finito al centro dell’attenzione per quanto accaduto a Rebibbia, gli investigatori stanno continuando a lavorare sui suoi dispositivi elettronici. Una delle piste più delicate riguarda i rapporti con Ranucci e, in particolare, alcune conversazioni che non risultano più presenti sul telefono. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, tra i messaggi WhatsApp dei due ci sarebbero interi periodi privi di conversazioni, nonostante il rapporto tra Lavitola e il giornalista fosse iniziato anni prima ed fosse diventato particolarmente stretto.
L’ipotesi presa in considerazione dagli investigatori è che alcune chat possano essere state cancellate volontariamente. Recuperarle, però, non sarebbe semplice e resta da stabilire anche quando quelle conversazioni siano state eliminate. Il contenuto eventualmente recuperato potrebbe essere importante per ricostruire la natura dei rapporti tra i due e chiarire alcuni passaggi ancora oscuri dell’inchiesta.

Il prossimo passaggio davanti al Riesame
Sul fronte giudiziario, Lavitola resta in carcere. Dopo l’interrogatorio di garanzia aveva ammesso di essere il mandante dell’attentato a Ranucci, sostenendo però di averlo fatto con l’intenzione di aumentare la protezione del giornalista e non di provocargli un danno. Una versione che il gip non ha ritenuto sufficiente per modificare la misura cautelare.
Il prossimo appuntamento decisivo è quello davanti al Tribunale del Riesame, fissato per il 7 settembre. In quella sede la difesa punta a contestare la permanenza della custodia cautelare e Lavitola dovrebbe rendere dichiarazioni spontanee. Nel frattempo, però, l’aggressione subita a Rebibbia e il mistero delle conversazioni scomparse dal telefono aggiungono due nuovi elementi a un’indagine che continua a riservare sviluppi.