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“Lui come nuovo ct”. Caos Nazionale, il nome che spiazza tutti: clamoroso

Le alternative valutate e la frattura definitiva

Per evitare la rottura, Malagò avrebbe prospettato altri allenatori compatibili con l’identikit indicato da Maldini e Leonardo: un tecnico giovane, aggiornato sul piano metodologico e disponibile a lavorare a tempo pieno sul progetto azzurro. Tra i nomi presi in esame è comparso anche Thiago Motta. Il suo profilo rappresentava una possibile soluzione di mediazione, ma il tentativo non avrebbe prodotto un’intesa tra le parti.

Con il venir meno della convergenza, il presidente federale è tornato a ragionare sui candidati di maggiore esperienza che erano stati accostati alla panchina sin dall’inizio della ricerca. Roberto Mancini e Antonio Conte erano infatti già presenti nel piano alternativo preparato per la ricostruzione della struttura tecnica. Entrambi hanno un percorso importante nel calcio italiano e sono considerati profili in grado di gestire un incarico con esposizione nazionale e internazionale.

La distanza tra Malagò, Maldini e Leonardo si è quindi trasformata in una frattura definitiva sul piano fiduciario. La conseguenza è stata la risoluzione consensuale dell’incarico dei due dirigenti, arrivata appena sedici giorni dopo il loro insediamento. Un passaggio rilevante, perché la loro nomina era stata accolta come un elemento centrale della nuova organizzazione federale e del percorso verso la scelta del prossimo commissario tecnico.

La vicenda non modifica soltanto la lista dei candidati alla panchina, ma incide anche sull’assetto con cui la Figc intende affrontare i prossimi appuntamenti. La selezione del ct resta il passaggio più urgente, ma la federazione dovrà definire ruoli, responsabilità e coordinamento dell’area tecnica. In questo contesto, la nomina del direttore tecnico viene considerata un tassello preliminare per dare stabilità alla nuova fase.

Giorgio Chiellini favorito per il ruolo di direttore tecnico

Il nome in cima alle valutazioni per il ruolo di direttore tecnico è quello di Giorgio Chiellini. L’ex difensore azzurro viene indicato come il principale favorito per entrare nell’organigramma federale e affiancare il futuro ct. La scelta risponderebbe all’idea di rafforzare il raccordo tra la guida della Nazionale, le squadre giovanili e la programmazione generale del settore tecnico.

La figura del direttore tecnico assume particolare importanza in una fase di ripartenza. Il compito non riguarda soltanto il supporto al commissario tecnico della prima squadra, ma anche la definizione di una linea comune e il monitoraggio delle risorse disponibili nel sistema azzurro. Malagò, stando alla linea emersa, vuole chiudere prima questo passaggio per poi procedere con maggiore chiarezza alla nomina dell’allenatore.

Mancini avanti, Conte resta in corsa

Per la panchina della Nazionale italiana, Roberto Mancini avrebbe un vantaggio contenuto su Antonio Conte. A sostegno dell’ex allenatore azzurro ci sarebbero anche gli impegni assunti con Malagò all’avvio del nuovo corso federale. La sua candidatura è dunque tornata in primo piano dopo la conclusione del percorso che aveva coinvolto Pirlo e dopo la separazione consensuale da Maldini e Leonardo.

Antonio Conte resta comunque una candidatura di primo livello. Il suo nome continua a raccogliere consenso tra addetti ai lavori e in ambienti legati a diversi club di Serie A, grazie a un’esperienza consolidata e a risultati ottenuti in carriera. Al momento, tuttavia, non è stato comunicato alcun accordo definitivo. La Figc dovrà verificare disponibilità, condizioni contrattuali e compatibilità con l’impianto organizzativo che sta prendendo forma.

Il Consiglio federale previsto in queste ore servirà a esaminare la situazione e a fare il punto sui diversi dossier aperti. Difficilmente, però, la riunione porterà all’annuncio immediato del nuovo ct. La scelta richiede ancora alcuni giorni di lavoro, sia per i dettagli del contratto sia per la definizione dell’intera struttura tecnica. L’obiettivo dichiarato resta quello di chiudere il nodo in tempi brevi, evitando che l’incertezza si prolunghi ulteriormente.

Lo scontro istituzionale con il ministro Abodi

Ad aumentare la tensione attorno alla vicenda è intervenuto anche il confronto pubblico tra Giovanni Malagò e il ministro per lo Sport Andrea Abodi. Il ministro aveva fatto riferimento alla necessità di recuperare una “brutta figura”, espressione che ha ricevuto una risposta diretta da parte del presidente federale. Malagò ha replicato: “Bisogna capire chi l’ha fatta davvero”, ha dichiarato, lasciando intendere che le responsabilità non fossero esclusivamente della Figc.

In serata è arrivata la controreplica di Abodi, che ha paragonato Malagò a Gigi Proietti. Le dichiarazioni hanno alimentato una polemica istituzionale che si aggiunge alle difficoltà della ricerca del nuovo commissario tecnico. Il confronto resta separato dalle trattative operative, ma contribuisce a rendere più delicato il clima nel quale la federazione è chiamata a completare le proprie decisioni.

Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali sul nome del prossimo allenatore della Nazionale né sulla formalizzazione dell’eventuale ingresso di Chiellini nell’area tecnica. La situazione resta aperta, con Mancini e Conte ancora al centro delle valutazioni e con la Figc impegnata a definire gli ultimi passaggi. Dopo giorni segnati da stop, addii e confronti pubblici, il calcio italiano attende ora una scelta che possa dare continuità e un quadro organizzativo più chiaro alla nuova gestione.

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