Il risultato elettorale del 2022 e la rilettura di Di Maio
Tra gli elementi centrali del racconto c’è il dato delle elezioni politiche del settembre 2022, quando la lista legata a Di Maio si fermò allo 0,6%. Su quel passaggio, l’ex ministro propone oggi una lettura priva di risentimento: “Dovrei paradossalmente ringraziare gli elettori per quello 0,6% che mi hanno dato. Fu un bagno di realtà”. Nel ripercorrere il periodo vissuto nel Movimento, sintetizza l’intera esperienza con un termine: “Velocità. È successo tutto velocemente, troppo”.
Un percorso politico rapido: dalla Camera alla Farnesina
La carriera istituzionale di Luigi Di Maio è stata caratterizzata da una crescita accelerata. Nel 2013, a 26 anni, divenne il più giovane vicepresidente della Camera. Nel 2018 arrivò a Palazzo Chigi come vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro nel governo Conte I, per poi assumere l’incarico di ministro degli Esteri, ruolo ricoperto anche durante il governo Draghi. Dopo il ridimensionamento elettorale del 2022, il suo profilo pubblico si è progressivamente spostato fuori dal quadro politico nazionale.
L’incarico UE nel Golfo Persico e il ruolo nella diplomazia internazionale
Dal giugno 2023 Di Maio è rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico, incarico successivamente prorogato fino a febbraio 2027. Secondo indiscrezioni riportate, potrebbe emergere la possibilità di un ruolo ulteriore collegato al processo di pace in Medio Oriente. Il percorso dell’ex ministro, dopo la chiusura della fase politica italiana, prosegue quindi nell’ambito della diplomazia internazionale.