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Madre e figlia avvelenate, la scoperta sul telefono di Alice: cosa aveva scritto

Le ricerche online e il sospetto degli investigatori

Oltre alle note, gli inquirenti stanno analizzando la cronologia di navigazione internet presente sul telefono della 19enne. L’obiettivo è verificare se siano state effettuate ricerche sulla ricina, su come procurarla o utilizzarla.

Un aspetto fondamentale sarà stabilire la tempistica di eventuali ricerche: se precedenti o successive alla scoperta dell’avvelenamento. Questo dettaglio potrebbe fare la differenza tra un sospetto e una semplice coincidenza.

Alice, inoltre, era l’unica assente alla cena del 23 dicembre, il momento in cui madre e sorella sarebbero entrate in contatto con il veleno, probabilmente disciolto in cibo o bevande. Un’assenza che gli investigatori stanno valutando con estrema attenzione.

Chat, spostamenti e vita digitale sotto esame

L’analisi del telefono non si limita alle note o alle ricerche online. Gli investigatori stanno acquisendo anche tutte le chat della ragazza: conversazioni con la madre, il padre, la sorella, ma anche con amici e parenti.

L’obiettivo è ricostruire i rapporti familiari e comprendere eventuali tensioni o dinamiche nascoste. Inoltre, verranno esaminati gli spostamenti registrati dal dispositivo, insieme agli account social e alle email, per tracciare una mappa completa delle attività della giovane nei giorni cruciali.

Parallelamente, proseguono le audizioni in Questura a Campobasso. La Squadra Mobile ha ascoltato amici, conoscenti e compagni di classe delle due ragazze, frequentanti il liceo classico Mario Pagano. Ogni testimonianza potrebbe contribuire a chiarire un contesto che resta ancora pieno di ombre.

Le parole della difesa e i dubbi ancora aperti

Il legale della famiglia, Vittorino Facciolla, ha dichiarato di non ritenere plausibile un coinvolgimento della ragazza. Secondo l’avvocato, è difficile immaginare che una giovane di 19 anni possa essere implicata in un caso così complesso, legato a una sostanza difficile da reperire e gestire.

La difesa sottolinea inoltre la piena collaborazione della famiglia, che avrebbe messo a disposizione anche altri dispositivi per le verifiche. Tuttavia, gli inquirenti continuano a seguire ogni pista senza escludere alcuna ipotesi.

Nel frattempo, il piccolo centro di Pietracatella resta sotto shock, mentre il caso assume contorni sempre più intricati. Tra indizi digitali, testimonianze e analisi scientifiche, la verità sembra ancora lontana, nascosta tra dettagli apparentemente insignificanti che potrebbero rivelarsi decisivi.

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