
Ci sono tragedie che arrivano come un boato e poi lasciano solo un silenzio impossibile da riempire. Non perché manchino le parole, ma perché ogni parola sembra sbagliata. Eppure, quando succede, la domanda resta appesa: com’è possibile che nessuno abbia visto, capito, fermato?
In certi casi il punto non è “cosa è successo”, ma cosa si è rotto prima, lentamente, nel quotidiano. Una crepa che non fa rumore, che si nasconde dietro la normalità, le abitudini, persino dietro quell’idea rassicurante del “sembrava tutto a posto”.
Il buio che non fa rumore: quando il disagio resta invisibile
Sulla tragedia di Catanzaro è intervenuto lo psichiatra Paolo Crepet, e le sue parole hanno il peso di uno schiaffo. Perché non parla di un’esplosione improvvisa, di un raptus qualunque che potrebbe toccare chiunque. Anzi, rifiuta proprio questa semplificazione.
Al Messaggero, Crepet lo dice in modo netto: «Non è un semplice gesto d’impeto». E aggiunge un passaggio destinato a far discutere: «Perché allora chiunque di noi potrebbe lanciarsi dal balcone stasera stessa, anche io e lei con i nostri figli».
Il centro, per lui, è un altro. È la solitudine, quella vera, totale. Quella che non sempre si vede dall’esterno, ma che può diventare una gabbia.
“Era semplicemente sola”: la frase che inchioda tutti
Crepet insiste su un punto che fa male proprio perché sembra semplice: «Questa madre era semplicemente sola, profondamente sola». E ancora: «Il suo disagio non è stato intercettato da nessuno». Nella sua lettura, sarebbe bastata anche una presenza, un’amica, una relazione concreta capace di accorgersi di quel peso prima che diventasse ingestibile.
Intanto, la ricostruzione degli investigatori della Squadra mobile è agghiacciante. Secondo quanto emerso, la donna, Anna Democrito, 46 anni, avrebbe fatto cadere nel vuoto i tre figli uno dopo l’altro dal terrazzo di casa, per poi gettarsi a sua volta.
L’impatto è stato devastante: sono morti sul colpo lei e due dei bambini, di 4 anni e 4 mesi. La terza figlia, 6 anni, è ricoverata in gravi condizioni.
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