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Mario Draghi, accusa scioccante nei suoi confronti: cos’è successo

Il Premier Mario Draghi sembrerebbe essere finito nei guai. Il nostro Presidente del Consiglio, il quale potrebbe candidarsi anche al Colle, in questi giorni ha ricevuto un’accusa scioccante nei suoi confronti, ovvero è stato denunciato per apologia di fascismo. A rivolgersi alla Procura di Reggio Emilia è stato Marco Lusetti, ex vicesindaco di Guastalla e ora presidente dell’associazione Free. Ma cosa ha fatto o detto il Premier per essere accusato di fascismo? Cerchiamo di fare chiarezza su questa intrigata storia. (Continua a leggere dopo la foto)

 

Mario Draghi, accusa scioccante nei suoi confronti: cos’è successo

In questi giorni presso la procura di Reggio Emilia è giunta una denuncia nei confronti del presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza per apologia del fascismo. Marco Lusetti, ex leghista ed ex vicesindaco di Guastalla, ora presidente dell’Associazione Free, ha chiesto alla Procura di Reggio «di verificare se i metodi» utilizzati dal Governo per contrastare la pandemia Covid «siano equiparabili a quelli del fascismo e se la struttura decisionale presieduta da Draghi sia equiparabile alla riorganizzazione, sotto altra forma, del disciolto partito fascista». In poche parole andrà verificato se le regole per fermare l’avanzata del Covid-19 possano essere ricondotti a ciò che accadeva durante il ventennio fascista. Anche diversi no-vax spesso si sono paragonati alla situazione degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Ora non resta che attendere la risposta della Procura. (Continua a leggere dopo la foto)

La querela dell’Associazione Free

L’Associazione Free ha depositato alla Procura di Reggio Emilia una denuncia-querela nei confronti dei vertici del Governo poiché con le misure anti Covid in primis «hanno violato il diritto al lavoro, previsto e tutelato dagli articoli 1, 2 e 4 della Costituzione della Repubblica Italiana». Poi Marco Lusetti ha aggiunto: «Mi sembra evidente e pleonastico scrivere che la violazione e compressione dei diritti sanciti nella Costituzione non rientra tra le funzioni dei parlamentari. Il presidente Draghi, i ministri, i parlamentari e il generale Figliuolo in tutta questa vicenda della pandemia hanno utilizzando metodi violenti di lotta, finanziando la stampa nazionale in modo spropositato, in violazione degli articoli 1,2 e 6 della Legge 20 giugno 1952 n. 465». 

Mario Draghi si scaglia contro chi non ha la dose

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