L’intervento collettivo dei bagnanti
È a questo punto che è scattata una reazione corale che ha fatto la differenza. Diversi presenti si sono lanciati all’inseguimento dell’uomo, riuscendo a raggiungerlo e a bloccarlo. Si è creata così una sorta di divisione spontanea dei compiti: alcuni si sono presi cura della ragazza, ancora sotto shock per quanto appena accaduto, mentre altri hanno tenuto fermo l’aggressore, impedendogli di fuggire.
I bagnanti hanno trattenuto l’uomo fino all’arrivo di una pattuglia della polizia di Stato, che era stata prontamente allertata. Un comportamento, quello dei presenti, che ha evitato il rischio concreto che l’aggressore facesse perdere le proprie tracce, rendendo molto più difficili le successive indagini. In una vicenda dai contorni sgradevoli, è proprio questo aspetto a emergere come elemento positivo: nessuno, di fronte alle urla della giovane, ha scelto di voltarsi dall’altra parte.
L’identificazione e la denuncia
Una volta arrivati gli agenti, l’uomo è stato condotto in commissariato. Qui è stato identificato come un trentenne del posto, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Dopo aver raccolto le testimonianze della vittima e degli altri presenti sulla spiaggia, gli investigatori lo hanno denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di violenza sessuale.
È bene precisare che il procedimento si trova nella sua fase iniziale: l’uomo è stato denunciato, non condannato, e fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità da parte della magistratura resta pienamente valida la presunzione di innocenza. Saranno ora le autorità competenti a ricostruire con precisione l’accaduto e a valutare la posizione dell’indagato.
Le condizioni della giovane e il Codice Rosso
Nel frattempo la ragazza è stata soccorsa dal personale del 118 e accompagnata al pronto soccorso. Qui è stata medicata per alcune escoriazioni riportate durante l’aggressione, fortunatamente giudicate non gravi. Le ferite fisiche, insomma, appaiono lievi, ma resta il forte shock per un’esperienza traumatica vissuta in un luogo e in un momento che avrebbero dovuto essere di puro relax.
Per la 22enne è stato attivato il Codice Rosso, il protocollo previsto dalla normativa a tutela delle vittime di violenza di genere e domestica. Si tratta di una procedura che garantisce un percorso prioritario e dedicato, sia sul piano dell’assistenza alla persona sia su quello della rapidità degli accertamenti giudiziari, pensato proprio per offrire una tutela tempestiva a chi subisce questo tipo di reati.